Il cordoglio di Pietrasanta per la scomparsa di Romano Cagnoni

PIETRASANTA –  Pietrasanta piange la scomparsa di Romano Cagnoni, uno dei più grandi artisti della fotografia del XX secolo. Se n’è andato ieri nella sua casa alle porte del centro storico, lasciando un enorme patrimonio di immagini, di testimonianze, di emozioni. Nato a Pietrasanta nel 1935, ha trascorso la vita dietro la macchina fotografica: ha firmato una copertina di Life e uno scoop mondiale nel gennaio del 1966, grazie a un ritratto informale di Ho Chi Minh. Tutto era iniziato, da ragazzino, nello studio di un anziano fotografo che aiutava portando la pesante attrezzatura. Poi la crescita, i primi scatti, i servizi fotografici in estate ai bagnanti e la svolta, con la decisione di lasciare la Versilia e andare a Londra. Era il 1958. Cominciò in una modesta camera oscura che divideva con un fotografo che lavorara per Simon Guttmann. Lo conobbe anche lui ed iniziò a collaborarvi. Fu Guttmann ad inviarlo nel Vietnam nel Nord. Fu il primo fotografo di testata non comunista, insieme al giornalista James Cameron, ad essere ammesso nel paese in guerra.

 
Dopo il Vietnam del Nord, ha documentato la guerra civile in Nigeria, il Cile di Allende, il ritorno di Peron in Argentina, la guerra di Yom Kippur in Israele, la guerra in Cambogia, in Iugoslavia, e nel 1995 è in Cecenia. Con la moglie Patti ha realizzato un progetto sui rifugiati in Siria. Un vero fotografo di guerra. “Il pericolo c’è sempre – diceva – così come il timore, ma l’esperienza ti rende più fermo, sei talmente concentrato sul tuo scatto che non vivi tutta l’intensità del momento. Capita poi che, alla fine della giornata, quando hai la fortuna di fare una doccia, grazie a qualcuno che ti rovescia in testa un secchio d’acqua, ti fermi a riflettere e allora analizzi il pericolo che hai vissuto non senza inquietudine. Ogni guerra è diversa, ogni guerra ha il suo terribile volto”.
Il Commissario Straordinario Giuseppe Priolo esprime, a nome di tutta la comunità di Pietrasanta, le più sincere condoglianze ai familiari, ricordando questo grande figlio della Versilia con lo sguardo profondo di chi vedeva lontano e il temperamento riflessivo di chi sapeva aspettare il giusto istante