Coronavirus: appello del Garante Infanzia e Adolescenza Toscana a non dimenticare le “vittime indirette”

Firenze – L’emergenza sanitaria che ha blocccato il Paese e costretto le famiglie a convivenze e isolamento forzati rischiano ripercussioni importanti su bambine e bambini, ragazze e ragazzi completamente esposti a misure restrittive difficili da comprendere o faticose da rispettare. Nelle numerose campagne di comunicazone e informazione sul come impiegare il tempo a casa, come recuperare abitudini dimenticate o come proteggere le categorie che sembrano più esposte, si inserisce un “preoccupante vuoto” osserva la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Toscana.

“Se escludiamo le indicazioni del Dipartimento per le Politiche della Famiglia che comunque suggeriscono ai genitori solo atteggiamenti da seguire, manca una vera campagna di comunicazione e informazione per adolescenti e in generale per le persone di minore età” osserva Camilla Bianchi.

Dopo la diffusione delle statistiche dei ministeri dell’Interno e delle Pari Opportunità che attestano un ‘calo vertiginoso’ delle segnalazioni di violenza domestica che “non indicano una diminuzione del fenomeno piuttosto la sua emersione” e pur nello sforzo della Toscana di continuare a garantire il servizio di assistenza alle vittime di violenza di genere, attraverso la rete di call center presente su tutto il territorio e il mantenimento dell’attività del numero 1522 – disponibile anche su App -, la Garante lancia un appello forte: “Servono misure concrete e adesso. Serve una rete di supporto e ascolto per le bambine e i bambini, ragazze e ragazzi perchè possano condividere, senza dover necessariamente rivolgersi alla propria famiglia, dubbi, paure, ansie e domande”.

Camilla Bianchi – La Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza

“Le difficoltà che possono investire i nostri figli – continua Bianchi – si fanno ancora più pesanti e pressanti soprattutto per quei figli con particolari patologie o figli di genitori detenuti o di genitori separati. La perdita di abitudini relazionali quotidiane e punti di riferimento che in questa situazione sono ancor più importanti e necessarie, è un tema che non deve essere dimenticato e su cui le istituzioni sono chiamate a rispondere oggi, nel pieno dell’emergenza sanitaria”.

Le preoccupazioni sul tema già espresse dalla Camera Nazionale Avvocati per la Famiglia e i Minorenni sono condivise dalla Garante della Toscana che sostiene inoltre l’iniziativa messa in campo su tutto il territorio nazionale da Save the Children ‘Non da soli’, sottoponendola all’attenzione dell’assessore toscano all’Istruzione, Cristina Grieco, e al presidente della commissione consiliare competente, Gianni Anselmi, proprio per “sostenere i progetti di tutorial video su attività ludico-educative, informazioni sanitarie, supporto telefonico costante”.

Allo stesso modo Bianchi ricorda anche il progetto “Intervento Pedagogico a distanza per l’emergenza Covid 19” pensato da Anpe, l’Associazione nazionale dei Pedagogisti italiani, che ai ministeri competenti, al Garante nazionale e a quelli regionali chiedono di promuovere il servizio di consulenza, sostegno alle famiglie e intervento pedagogico attivato per questo periodo di emergenza e totalmente gratuito.
“Esperienze e iniziative lodevoli e importanti che tuttavia non possono restare isolate” avverte Bianchi che rinnova la richiesta al Governo per istituire un fondo speciale a disposizione dei Comuni per la fornitura immediata di beni di prima necessità ed educativi, in attesa di un piano straordinario di lungo periodo.

La Garante sostiene anche l’appello alla “ragionevolezza nell’apllicazione delle misure restrittive” di un gruppo di genitori che scrivono al sindaco di Firenze, Dario Nardella, chiedendo “risposte chiare”. In particolare i genitori si interrogano sul divieto ai bambini di uscire di casa anche per poco mentre si concede la passeggiata ai proprietari di cani. Segnalano inoltre la “fortuna di bambini che pur non avendo uno spazio all’aperto in cui svagarsi, vivono in un contesto familiare sano e sereno”. La stessa cosa non può dirsi, invece, per quanti vivono in condizioni di povertà, disagio e violenza “per i quali l’impossibilità di uscire, anche per un tempo breve, dalle mura domestiche per così tanto tempo può rappresentare un’esperienza dolorosa, devastante e forse irreparabile”.
“Nel definirsi disorientati dalle attuali comunicazioni istituzionali che trovano imprecise e pur non volendo assolutamente minimizzare la difficile situazione, condivido l’esigenza espressa dai genitori di informazioni più chiare possibili. Per riprendere quanto scrivono – dichiara la Garante – il diritto esiste per dare certezza. Se questo presuppposto viene meno o vacilla, ci esponiamo tutti all’arbitrio o alla libera interpretazione con il rischio tangibile di gravi conseguenze”.

“Le richieste avanzate di risposte chiare rispetto ad un’applicazione ragionevole ancorchè necessaria dei provvedimenti emergenziali, sono ancor più condivisibili dato il probabile prolungarsi dell’emergenza, nonchè l’assenza negli ultimi decreti di un preciso riferimeto verso chi, bambine e bambini, in oggi è quanto mai a repentaglio”.