Coronavirus: Economia, tante incertezze in vista della riapertura delle attività

Firenze – La principale preoccupazione che imprenditori, cooperatori e lavoratori di tutti i settori economici si pongono è cercare di capire cosa accadrà al momento della riapertura delle attività. È emerso dalle audizioni delle categorie economiche e sociali che la commissione Sviluppo economico e rurale, presieduta da Gianni Anselmi (Pd), ha svolto in videoconferenza, per fare il quadro della situazione economico e sociale in Toscana a un mese e mezzo dall’inizio dell’emergenza coronavirus. Le incertezze legate al futuro, nel mondo delle imprese, riguardano in primo luogo la capacità di ritornare a una situazione di mercato così come si è conosciuto fino allo scoppiare dell’emergenza coronavirus, anche in termini di regole da applicare e rispettare. In secondo luogo le incertezze riguardano il tema della sicurezza e del distanziamento sociale, misure che al momento appaiono non omogenee sul territorio regionale. Del resto, è emerso un quadro drammatico per tutti i settori economici: dal manifatturiero all’artigianato, dal commercio all’agricoltura, dal turismo alla cultura. Un quadro per il quale, hanno sottolineato gli intervenuti, serve approntare, in tempi rapidi, un nuovo modello di sviluppo regionale.

Il mondo economico chiede inoltre che le linee guida della fase due prevadano un abbattimento della burocrazia, un’importante semplificazione delle procedure e un sostegno alla digitalizzazione, perché in futuro lo smart-working e l’e-commerce assumeranno necessariamente una
dimensione di grande importanza.

Per il mondo delle imprese, dell’agricoltura e del lavoro non meno importanti sono le misure di sostegno necessarie nell’immediato, da garantire in tempi i più brevi possibili: il sostegno alle imprese in termini di liquidità, le garanzie per l’accesso al credito, il rinvio o, se possibile,
l’azzeramento di tributi e tasse, il sostegno per garantire gli ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori.

Riguardo a queste misure e ai provvedimenti relativi adottati dalla Regione Toscana, è emerso un giudizio sostanzialmente positivo, ma si è chiesto di agire in fretta e di allestire una regia che coordini i tanti tavoli settoriali attivati, per evitare il rischio di giungere a riaperture
differenziate e, soprattutto, come più volte sottolineato, con regole di apertura e di sicurezza disomogenee a livello dei singoli territori provinciali o comunali.

Un appello particolare è stato lanciato affinché la Regione sostenga con forza un cospicuo piano di investimenti pubblici, così da spingere la ripresa, e rafforzi la capacità di attrarre investimenti stranieri e mantenere quelli esistenti. È stato chiesto, inoltre, un ripensamento
del Trasporto pubblico locale, pesantemente colpito dagli effetti del blocco delle attività imposto dall’emergenza coronavirus. Un ripensamento che viene invocato anche per il settore del turismo e dalla ristoriazione, che non solo sono state le prime attività colpite dalla
chiusura forzata ma sono, in prospettiva, le ultime che potranno riaprire i battenti.

Ai lavori della commissione è intervenuto anche l’assessore al Bilancio, Vittorio Bugli, che ha ricordato i tavoli che la Regione ha attivato con le varie associazioni di categoria: quello sul lavoro, per garantire l’anticipo della cassa integrazione, quello sulla liquidità, per offrire
le garanzie per l’accesso al credito, quello sul fisco, e quello sulla sicurezza, in cui si stanno proponendo al governo misure per una riapertura delle attività in tempi rapidi ma in assoluta sicurezza. Su questo “importantissimo sarà poter procedere ai test sierologici su tutti i
lavoratori che devono rientrare in servizio, anche come prima base per una seria indagine epidemiologica sulla popolazione”. Bugli, inoltre, ha ricordato che la Regione proporrà un sostanzioso piano di investimenti.

“Abbiamo colto molti stimoli – ha sottolineato il presidente Gianni Anselmi, a margine dei lavori, – tra tutti la necessità di liquidità in tempi rapidi ma anche sul tema delle norme di sicurezza da adottare per andare incontro a una ripartenza non velleitaria e in assoluta sicurezza per imprenditori, lavoratori e popolazione. Perché il virus è tuttora in circolo e rafforza la necessità di cautela che sarà necessario adottare alla riapertura delle attività”. Anselmi ha anche annunciato una seduta dedicata solo al settore del turismo, che ha problemi specifici e rischia di avere tempi più lunghi per la riapertura. “Bisogna trovare le forme e le modalità per accogliere i processi di semplificazione invocati da molti soggetti – ha concluso – e servirà, in aggiunta, che la Regione adotti politiche industriali proprie per affrontare il nodo della sopravvivenza e di un nuovo sviluppo della nostra manifattura”.