Coronavirus, Marchetti (FI): «In Veneto tamponi anche ai gatti, a Lucca nemmeno ai malati”

LUCCA – «In Veneto si fanno i test anche ai gatti, a Lucca nemmeno ai malati. E semmai con refertazioni alla moviola»: il paragone lo fa il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che tra vicende riportati sulle cronache locali e segnalazioni dirette ha fatto il pieno e adesso sbotta.

«Quella del Veneto non è una battuta. Davvero – sottolinea Marchetti – da alcuni giorni hanno iniziato ad effettuare test sierologici e/o tamponare, a seconda dei casi, anche i gatti, specie che l’Istituto superiore di sanità individua come particolarmente suscettibile di contrarre il covid-19 da persone infette. Il Novarese ha avviato un’operazione affine su tutti i pet, mentre l’Abruzzo ha disposto tamponi anche per gli animali domestici di proprietari infetti. Qui invece continuo a ricevere telefonate, messaggi o leggo dai quotidiani di persone che hanno sintomi specifici anche da giorni ma non riescono a ottenere un tampone, andando avanti a paracetamolo che inizia a scarseggiare sui mercati internazionali, oppure che riescono a conquistare un tampone ma poi non ne ottengono il risultato».

«Questa situazione è inaccettabile intanto per le persone malate e potenzialmente infette – incalza Marchetti – ma anche a livello collettivo perché sono tutti dati di persone forse malate o forse no, ma che insomma non concorrono a formare la base dati epidemiologica di cui la Toscana necessita per pianificare con cognizione di causa le fasi successive di ripartenza. Non entrano nei flussi comunicati alla protezione civile e al ministero sulla contabilità dei contagi, rappresentando un sommerso epidemiologico francamente preoccupante per i suoi contorni nebulosi».
Il giudizio di Marchetti è netto: «Su tamponi e test la Toscana ha fatto un pasticcio: Rossi ha annunciato tanto e concretizzato poco, perdendo giorni e settimane preziosi col dare dei ‘fascioleghisti’ ai virologi che ci mettevano sull’avviso. Oggi la contingenza è fatta di scarsità di reagenti? Di personale? Di macchinari in grado di processare totmila tamponi in un quarto d’ora che altre Regioni hanno saputo comprare quando era il momento? Queste sono domande, ma anche responsabilità di chi governa la Regione Toscana e ha operato scelte tardive. Siamo arrivati ‘esimi’. Si è perso tempo e lo si perde ancora».