Il corretto allenamento del cavallo

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VIAREGGIO – L’equitazione è tale se il binomio viene inquadrato come atleta. Parlando in quest’ottica molto importante, colui che sale a cavallo non deve essere un semplice “montatore di schiene”, ma colui che in primis rispetta il cavallo e allena il suo corpo e quello del proprio partner in modo corretto e rispettoso. Parlare di rispetto verso un cavallo al giorno d’oggi è un argomento molto delicato e discusso. Il rispetto pone le sue basi fondamentali nell’uso e conoscenza della tecnica in maniera corretta a seconda di cosa andiamo ad intraprendere con il nostro compagno equino.

Nel momento che il cavaliere sale in sella è fondamentale che rispetti la “scala del training” per un corretto addestramento del cavallo, che consiste nella ricerca di ritmo, decontrazione, contatto, impulso, cavallo dritto, e solo alla fine la tanto ricercata riunione.

Inoltre, è fondamentale che vi sia settimanalmente un piano di lavoro adeguato per il regolare allenamento del cavallo. Per esempio, se la nostra specialità è salto ostacoli non dobbiamo saltare tutti i giorni o più di una volta a settimana, altrimenti è molto alta la probabilità di un danneggiamento psicofisico dell’animale. La settimana deve avere l’alternarsi di giornate di lavoro in piano, tondino, uscite di campagna, e riposo. Il fisico e la mente di un cavallo non devono fare sempre le stesse cose, è un animale che soffre la monotonia. Bisogna variare il più possibile, solo così evitiamo stress psichico e fisico. Addirittura alcuni cavalieri di salto ostacoli che fanno grandi categorie raramente saltano la loro specialità a casa, ma solo in gara.

Anche un cavallo da trekking deve avere il suo piano di allenamento, non deve affatto essere rilegato, come tanti fanno, al solo movimento del weekend gravando di stress fisico l’uscita domenicale. La settimana di un cavallo da trekking deve avere lavoro in piano, approccio ai salti di campagna, tondino o lavoro alla corda, oltre all’uscita in campagna. Non pare, ma la qualità di addestramento di un cavallo che affronta trekking deve essere perfetta, sia per ciò che concerne il lavoro in piano, che salto ostacoli e cross. In più deve essere un cavallo mesomorfo con testa e piedi sicuri (ultimi elementi che non sono sempre facili da trovare in certi esemplari di cavalli).

Il giorno dopo un intenso sforzo (gara o trekking) al cavallo andrebbe fatto un defaticamento attivo. Molti lo fanno passivo, che è errato, cioè lasciano il cavallo in stalla o paddock, a volte addirittura senza neanche passarlo a trovare per visionarlo. Il defaticamento attivo, invece, consiste in lavoro leggero, come in piano o in tondino o corda o giostra, che defatica e scarica i muscoli dall’eventuale eccesso di acido lattico accumulato, rilassa i tendini i quali possono anche essere massaggiati alla fine dal cavaliere con saponature e docce fredde. Pertanto, il giorno corretto di chiusura di un centro ippico sarebbe il martedì, proprio per permettere la visione e defaticamento attivo dei cavalli che hanno affrontato sforzi nel weekend.

E’ fondamentale che colui che monta a cavallo prenda coscienza di essere cavaliere e atleta nello stesso tempo, e che intenda il suo compagno equino come tale. Solo in questo caso si forma il binomio. Il feeling uomo-cavallo si ha montando quotidianamente, l’uno nel rispetto dell’altro. Il binomio non si ottiene immediatamente, ma solo dopo migliaia di ore in sella (c’è chi sostiene che ci vuole più di un anno), con accettazione degli errori reciproci, e di condivisioni di emozioni e sentimenti.

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