Sul tema dei Centri di permanenza continuano gli attriti tra il governo e la politica. Anche prestigiose associazioni come Aned hanno espresso chiaramente il proprio dissenso rispetto alla posizione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che alla Camera ha ribadito come l’esecutivo intenda insistere sul progetto di ampliare la rete dei Cpr in tutta Italia.
“Ancora sei Cpr – ha detto Lorenzo Tombelli, presidente di Aned Firenze -. Ancora cancelli, recinzioni, isolamento e persone private della libertà senza una condanna penale. E basta guardare le immagini dei centri già aperti per vedere realtà che pongono una domanda brutale: quanto può diventare disumana una struttura prima che smettiamo di chiamarla semplicemente ‘centro di permanenza’?”.
“A ottant’anni dalla liberazione dei campi nazisti, parlare di ‘lager’ non può essere un esercizio di memoria rituale – ha aggiunto Tombelli -. Deve essere anche un monito sul presente: ogni volta che lo Stato costruisce luoghi dove una categoria di persone viene rinchiusa, isolata e privata della libertà, dobbiamo alzare la soglia dell’attenzione”.
“La libertà personale è inviolabile e la dignità della persona viene prima del potere dello Stato – ha concluso -. Una democrazia sana si misura anche da come tratta chi non ha voce e i cancelli non possono diventare il luogo dove la Costituzione smette di valere”.



