Scontro politico sul tema dei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) in Toscana. Il sottosegretario agli Interni Emanuele Prisco critica apertamente la posizione del presidente della Regione Eugenio Giani, contrario alla realizzazione di una struttura sul territorio regionale.
“Mi sembra una presa di posizione ideologica contro i Cpr”, ha dichiarato Prisco a margine della presentazione del Piano città degli immobili pubblici a Firenze. Secondo il sottosegretario, queste strutture sono fondamentali per gestire l’immigrazione irregolare, in particolare nei casi legati a reati.
Prisco ha sottolineato come la presenza di un Cpr in Toscana rappresenterebbe un vantaggio operativo per le forze dell’ordine: “Servono luoghi vicini per poter espellere nel più breve tempo possibile. Costringere gli agenti a trasferte lunghe verso centri lontani è ingiusto e poco rispettoso del loro lavoro”. Il riferimento è alla possibile apertura di un Cpr a Pallerone, frazione del comune di Aulla, in Lunigiana, area individuata come tecnicamente idonea dal Ministero dell’Interno attraverso la rete di prefetture e questure.
Il sottosegretario ha inoltre ricordato come in passato ci fossero state aperture sul tema anche da parte dell’ex sindaco di Firenze Dario Nardella e dello stesso Giani. “Abbiamo chiesto la massima disponibilità per individuare un luogo condiviso – ha spiegato – ma in assenza di proposte concrete è stato il Ministero a procedere con l’individuazione dell’area”.
Il dibattito resta acceso, con la Regione Toscana che continua a opporsi alla realizzazione del centro, mentre il Governo ribadisce la necessità di dotare il territorio di strutture ritenute strategiche per la gestione della sicurezza e dei flussi migratori.




