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Criminalità nei porti: Livorno è seconda in Italia per eventi illeciti

Secondo il nuovo rapporto di Libera, “Diario di Bordo”, presentato nella giornata di ieri a Firenze, il porto di Livorno conquista un triste primato nazionale: è il secondo scalo italiano per numero di eventi criminali registrati nel quadriennio 2022-2025.

Con 42 episodi accertati (pari all’8,4% del totale nazionale), Livorno si posiziona subito dopo Genova (49 casi) e stacca di misura Ancona (40). Un numero che contribuisce a portare la Toscana al quinto posto tra le regioni più esposte, a pari merito con le Marche, con un totale di 43 eventi complessivi (segno che quasi la totalità dei casi regionali si concentra proprio all’ombra dei Quattro Mori).

Il report non si limita a contare i sequestri o i reati, ma traccia una mappa profonda della penetrazione delle mafie. A livello nazionale, sono ben 113 i clan censiti che hanno messo le mani sul business portuale, trasformando gli scali in nodi cruciali di reti transnazionali. Livorno, in quanto porto di rilevanza economica nazionale, rientra pienamente in quella statistica allarmante che vede il 65,5% dei principali porti commerciali italiani finire nel mirino della criminalità organizzata.

Oltre ai traffici illeciti, emerge l’ombra della corruzione. Tra il 2018 e il 2024, il monitoraggio di Libera sulle Autorità di Sistema Portuale ha evidenziato 45 episodi di presunta corruzione che hanno coinvolto dipendenti, dirigenti o vertici politici degli enti. Un dato parziale, basato solo sulle relazioni ufficiali della Trasparenza, ma che descrive un sistema di controllo vulnerabile.
Il quadro delineato per Livorno conferma l’urgenza di rafforzare i presidi di legalità: il porto non è solo un volano economico per la città, ma anche una frontiera sensibile dove la criminalità cerca costantemente di infiltrarsi.

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