Il Prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, ha disposto la convocazione immediata di un tavolo istituzionale per affrontare la crisi occupazionale che ha colpito il call center KoneCTA e che metterebbe a rischio 76 posti di lavoro. L’obiettivo è avviare un confronto serrato tra azienda e sindacati per evitare licenziamenti che peserebbero su decine di famiglie del territorio.
Si tratta di un passaggio importante per i lavoratori, che con l’apertura di un canale di negoziazione ufficiale avranno maggiori chance di proteggere il proprio impiego e la dignità delle proprie famiglie di fronte a una crisi occupazionale concreta. In questo modo KoneCTA sarà chiamata ad assumersi la responsabilità dell’impatto sociale delle proprie scelte sul territorio all’interno di un confronto diretto con le istituzioni locali.
La pronta reazione del Prefetto di fronte alla crisi rappresenta poi senz’altro un segnale positivo per il territorio. Avere un presidio costante delle autorità affinché il lavoro non venga trattato come una “variabile di aggiustamento”, tutelando la stabilità economica della comunità livornese, rappresenta infatti un’importante garanzia di sicurezza per la città e i suoi abitanti.
Il Prefetto Giancarlo Dionisi ha infatti preso una posizione netta sulla necessità di un intervento rapido. “Quando sono in gioco il lavoro e la dignità delle persone – ha affermato Dionisi – non è possibile attendere. Occorre intervenire subito per evitare che la situazione degeneri”. Dionisi ha inoltre espresso le sue aspettative nei confronti delle prossime mosse da parte dell’azienda: “Ci attendiamo dalla parte aziendale segnali concreti e immediati di attenzione verso i lavoratori”.
Al Tavolo Istituzionale convocato dal prefetto siederanno i vertici aziendali di KoneCTA insieme alle organizzazioni sindacali e alla Regione Toscana. Il confronto vedrà infatti il coinvolgimento diretto dell’Unità di crisi regionale per individuare soluzioni strutturate.
L’obiettivo dell’incontro è quello di definire percorsi di “raffreddamento della crisi” e concertazione per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali esistenti.




