Sono ore difficili per gli oltre 400 lavoratori della Liberty Magona. Lo storico stabilimento piombinese, un tempo fiore all’occhiello della siderurgia per i prodotti zincati e verniciati, si trova oggi in un limbo burocratico e finanziario che ne sta soffocando ogni residua capacità produttiva. Il futuro della fabbrica è legato a un nome: Trasteel. Il gruppo svizzero è pronto a subentrare alla gestione di Liberty Steel (Gruppo GFG Alliance), ormai paralizzata da mesi. Tuttavia, l’accordo definitivo è ostaggio di un groviglio legale internazionale. Ed era proprio con lo scopo di chiarire gli ultimi punti legati alla vendita che era stato fissato per quest’oggi un vertice presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Tuttavia l’incontro è stato nuovamente rinviato lasciando ancora una volta i lavoratori e i sindacati in balia dell’incertezza.
“La notizia dello slittamento dell’incontro a data da destinarsi ci è stata comunicata martedì 17 marzo alle ore 19.59 – fa sapere attraverso una nota la Cgil -. Sicuramente le parti staranno discutendo per riuscire a trovare una soluzione alla vertenza: la soluzione non è purtroppo scontata, ma dobbiamo evidenziare come questo livello di incertezza contribuisca ad aumentare le difficoltà e i timori dei lavoratori di Liberty Magona e del suo indotto. Ricordiamo inoltre – prosegue il comunicato – come nell’incontro dello scorso 12 gennaio al Ministero sia stata prorogata di 3 mesi la procedura di Composizione Negoziata della Crisi: la scadenza del termine si sta progressivamente avvicinando e non avere ancora una situazione chiara e definita non fa altro che incrementare il livello di preoccupazione. Come Fiom-Cgil chiediamo risposte rapide e concrete: in caso contrario scatterà la mobilitazione a tutela della dignità e del futuro dei lavoratori”.
Scopri di più da TGRegione.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



