Il futuro della siderurgia toscana torna a infiammare la Val di Cornia. In concomitanza con il cruciale vertice convocato a Firenze sulla vertenza Jsw Steel Italy, le tute blu del comparto metalmeccanico hanno incrociato le braccia, dando vita a uno sciopero generale e a una serie di mobilitazioni sindacali per accendere i riflettori sulla tenuta occupazionale dello stabilimento di Piombino. Una protesta che incassa il pieno sostegno della politica regionale.
A intervenire con decisione a favore dei lavoratori sono i consiglieri regionali del Partito Democratico, Alessandro Franchi (eletto nella circoscrizione di Livorno) e Lidia Bai (circoscrizione di Grosseto). I due esponenti dem hanno chiesto ufficialmente che la Regione Toscana riassuma con forza il proprio ruolo storico di coordinamento, erigendosi a baluardo istituzionale contro le troppe incertezze che gravitano attorno alla fabbrica.
La situazione dello stabilimento piombinese vive una fase di snodo delicatissima, stretta tra le promesse industriali non ancora realizzate e l’attesa di nuovi investimenti privati e pubblici. I nodi sul tavolo del vertice fiorentino toccano diversi asset strategici della Val di Cornia.
“Seguiamo con la massima attenzione lo sciopero e le iniziative dei metalmeccanici – hanno spiegato in una nota congiunta Alessandro Franchi e Lidia Bai -. I timori sollevati sono del tutto fondati. Crediamo anche noi che la Regione Toscana debba assumere un ruolo centrale di regia e coordinamento tra istituzioni, categorie e forze sindacali.Non c’è più spazio per le ambiguità sui fronti nevralgici: la tutela dei posti di lavoro, i capitali da iniettare, i cronoprogrammi esatti degli interventi e la visione generale del sito sono elementi imprescindibili”.
I rappresentanti del Partito Democratico hanno sottolineato come la complessità dei dossier aperti, che uniscono le sorti di JSW al futuribile impianto Metinvest e al destino di Liberty Magona, richieda una dedizione totale che non può prescindere dall’ascolto del territorio. “Occorrono direttive nette capaci di coniugare la salvaguardia sociale, l’innovazione tecnologica e la tutela dell’ambiente, offrendo basi solide al futuro industriale di tutta la Val di Cornia” hanno concluso i consiglieri.
Scopri di più da TGRegione.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



