Crisi The Italian Sea Group, allarme sull’indotto dopo il vertice

Un incontro in prefettura dopo che il 1 luglio scorso la The Italian Sea Group di Marina di Carrara ha depositato domanda di accesso al cosiddetto ‘concordato in bianco’ – la procedura che permette a un’impresa in difficoltà di presentare un ricorso incompleto, ottenendo un ‘ombrello protettivo’ immediato contro i creditori – e comunicato la volontà di procedere all’attivazione della Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) per i dipendenti del gruppo lasciando quello che i sindacati avevano battezzato come “un interrogativo aperto degli oltre 1500 lavoratori dell’indotto”.

È quello avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri tra i vertici di Tisg e i sindacati. “La crisi di Tisg dopo la presentazione della richiesta di concordato in bianco, dovrà essere affrontata con strumenti nuovi e adeguati alla fase che si è aperta – spiegano i sindacalisti Bruno Casotti, referente della Fim Cisl Toscana e Giacomo Saisi della Uilm Massa Versilia – L’obiettivo prioritario è garantire la continuità delle attività aziendali, utilizzando le procedure previste dalla normativa. Continuità significa individuare rapidamente le condizioni che possano assicurare un futuro ai lavoratori diretti e a quelli dell’indotto, già oggi in una situazione di forte difficoltà”.

Durante l’incontro l’azienda avrebbe confermato la volontà di ricorrere agli amministratori sociali, cassa integrazione straordinaria. “Come categorie e come Rsu ci confronteremo a breve con l’azienda per valutare nel dettaglio modalità e tempi – proseguono i sindacalisti – Per noi resta imprescindibile che i lavoratori non vengano ulteriormente penalizzati dall’utilizzo dell’ammortizzatore sociale: rotazione e anticipo del pagamento, sono le condizioni minime per poter condividere un percorso che tuteli realmente le persone coinvolte”.

“Non va dimenticata la situazione, già gravissima, dei dipendenti dell’indotto – concludono Casotti e Saisi – La strada è in salita, ma sarà responsabilità di tutti, istituzioni, azienda e parti sociali, lavorare per individuare una soluzione che restituisca al cantiere e ai lavoratori la serenità che meritano”.


Scopri di più da TGRegione.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

ultimi articoli

Scopri di più da TGRegione.it

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere