“Le recenti notizie riguardanti l’accoglimento dei ricorsi presentati da alcuni armatori e la conseguente revoca delle misure protettive nei loro confronti rappresentano un elemento che inevitabilmente contribuisce ad accrescere le preoccupazioni già presenti tra i lavoratori e nel tessuto produttivo che ruota attorno a The Italian Sea Group”. Bruno Casotti, referente della Fim Cisl Toscana, fa da megafono per i timori dei lavoratori di Tigs di Marina di Carrara.
Dopo l’incontro del 22 maggio, nei giorni scorsi, come riportato dal quotidiano T24, è emerso che il tribunale di Firenze ha accolto il ricorso presentato da cinque armatori contro le misure protettive del patrimonio accordate il 20 aprile scorso al cantiere (e dove Tisg chiedeva di pagare un prezzo maggiorato rispetto a quanto scritto nei contratti). Un accoglimento, che vale solo per gli armatori in questione, e che significa che potranno decidere sia di non pagare i soldi in più che riprendersi le barche e farle finire altrove.
“Pur prendendo atto delle precisazioni diffuse dall’azienda – sottolinea Casotti – che continua a sostenere la validità del percorso di risanamento e la prosecuzione delle attività industriali e delle trattative in corso, riteniamo che la situazione richieda oggi un livello ancora maggiore di trasparenza e chiarezza. La preoccupazione che oggi esprimiamo non nasce dalle indiscrezioni giornalistiche ma dalla situazione concreta che molti lavoratori stanno vivendo quotidianamente”.
Accanto ai dipendenti diretti del gruppo c’è anche un vasto sistema di aziende dell’indotto che coinvolge lavoratori di tutta la zona apuoversiliese. “Non possiamo ignorare il fatto che numerosi lavoratori dell’indotto stanno vivendo da mesi una situazione di forte incertezza economica e occupazionale – puntualizza Casotti – Vi sono lavoratori che da quattro o cinque mesi attendono il pagamento degli stipendi o il riconoscimento degli ammortizzatori sociali e famiglie che stanno sostenendo sacrifici sempre più difficili da sopportare. Dietro ogni commessa, ogni accordo e ogni procedura esistono persone, professionalità e famiglie che hanno il diritto di conoscere quale sarà il proprio futuro e quello dei cantieri nei quali operano da anni con competenza e dedizione”.
Da parte del sindacato si chiede chiarezza a Tisg. “Per questo motivo – dichiara Casotti – riteniamo indispensabile che l’azienda fornisca nel più breve tempo possibile un aggiornamento puntuale e trasparente sullo stato effettivo delle commesse annunciate, sulla formalizzazione degli accordi dichiarati, sulle prospettive industriali dei diversi siti produttivi e sulle ricadute che gli ultimi sviluppi potrebbero avere sull’occupazione e sulla continuità produttiva”.
Una richiesta che trova pareri concordi anche dal sindacato Uilm. “È necessario che vengano fornite informazioni trasparenti e dettagliate sullo stato delle commesse, sulle garanzie finanziarie, sui rapporti con i clienti e sulle prospettive industriali, affinché si possa valutare con oggettività la reale portata della situazione – dicono dalla Uilm – La Uilm ritiene indispensabile l’apertura di un nuovo confronto urgente con il management aziendale e con tutte le istituzioni competenti per comprendere quali iniziative si intendano adottare a tutela della continuità produttiva e occupazionale”.
“Le lavoratrici e i lavoratori hanno dimostrato in questi mesi responsabilità, professionalità e attaccamento al proprio lavoro – conclude il sindacalista della Cisl – È ora necessario che alle parole seguano risposte concrete, tempi certi e risultati verificabili. Il futuro di centinaia di famiglie non può più essere affidato esclusivamente alle aspettative”.
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