Proseguono le grandi manovre attorno al gruppo The Italian Sea Group (Tisg) di Marina di Carrara. Mentre Sanlorenzo ha confermato la propria disponibilità a partecipare con una quota di minoranza (supportata da una lettera di patronage) all’offerta presentata dal commercialista Riccardo Cima per conto della costituenda Polo Nautico Carrara Srl, arriva una presa di posizione della Fiom Cgil tramite il segretario della Toscana, Nicola Riva, e il segretario generale di Massa Carrara, Umberto Faita.
Il nuovo assetto societario dovrebbe prevedere un 10 per cento in capo a fornitori locali e il restante 90 ripartito tra due o tre primari cantieri navali internazionali. Una voce che spinto i sindacalisti a chiedere un confronto.
“Riteniamo ormai matura la condizione per un incontro esplorativo – dicono Riva e Faita – al fine di comprendere meglio i dettagli della proposta e garantire i livelli occupazionali dei lavoratori diretti e dell’indotto, che riteniamo fondamentali per una reale continuità dell’impresa e per le potenziali ricadute sul territorio e oltre”.
“Alla luce di quanto emerso sulle quote di maggioranza del nuovo Polo Nautico – proseguono i due sindacalisti – la nostra attenzione si rivolge con decisione anche agli altri soggetti industriali coinvolti nell’operazione. A loro chiediamo di rendere esplicita la propria posizione e i propri piani industriali, esattamente al pari di quanto fatto da Sanlorenzo, affinché vi sia totale trasparenza sul progetto produttivo e occupazionale. L’obiettivo prioritario è garantire la piena salvaguardia occupazionale e industriale di tutti i siti produttivi interessati nell’asse geografico compreso tra Toscana e Liguria, tutelando i lavoratori diretti e le articolate catene di fornitura dell’indotto marittimo”.



