Leonardo Maria Del Vecchio interessato al The Italian Sea Group. L’indiscrezione arriva da un importante giornale finanziario come Milano Finanza. La crisi del colosso della nautica di Marina di Carrara – gruppo che realizza navi da diporto di lusso a firma Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti – avrebbe destato l’interesse del quartogenito del fondatore dell’impero Luxottica, con un patrimonio stimato in 7 miliardi di euro.
Dopo gli acquisti nell’ambito della ristorazione e dell’informazione, l’iniezione di 25 milioni di euro di liquidità nel The Italian Sea Group (Tisg) avrebbe fatto drizzare le orecchie a Del Vecchio che dal cantiere si è fatto realizzare un panfilo da 72 metri fatto in collaborazione con Armani.
“Dell’interessamento di Del Vecchio non ne sappiamo niente – precisa Giacomo Saisi della Uilm Massa Versilia – possiamo ipotizzare che, considerando che le barche si pagano ad avanzamento lavori e non sapendo se il suo yacht sia stato consegnato, un suo interesse possa essere dettato anche per non perdere i soldi che ha versato fino ad ora. Un suo ingresso non sarebbe visto male. Di sicuro la situazione è grave”.
Sul suo sito, la Tisg Società ha rilasciato un comunicato per gli investitori – in borsa il titolo ha perso il 55 per cento in due settimane passando da 4,14 euro a 1,87 – nel quale precisa che la situazione sarebbe figlia del fatto che “la società ha sostenuto costi significativi in eccesso rispetto al budget nell’esecuzione degli ordini” ed è stata resa possibile “da un gruppo di persone che ha implementato un sistema progettato per aggirare i controlli che impediscono spese superiori al budget approvato per ciascun progetto. La portata del gruppo e l’identità delle persone coinvolte, che finora sono state identificate solo in parte, sono attualmente oggetto di ulteriori accertamenti nell’ambito della due diligence forense in corso”.
“Nell’incontro del 3 marzo l’azienda ci ha prospettato una situazione grave dal punto di vista finanziario e ha chiesto 1 mese di tempo per capire a quanto ammonta il debito e fare un piano industriale. Per farlo si sono rivolti allo studio Galgano di Firenze che sta valutando la situazione economica con Kpmg che sta controllando i conti. Ad oggi nel cantiere ci sono 8 imbarcazioni da finire e 2 prossime alla consegna che non sappiamo se e quando sarà finita. Dentro al cantiere non ci sono ditte esterne, lavorano solo gli interni con difficoltà di materie prime e una produzione che sta andando avanti a ranghi ridotti. E l’azienda non vuole aprire ad ammortizzatori sociali”.
Giovedì 12 marzo ci sarà il prossimo incontro convocato dal prefetto con parti sindacali, Serena Arrighi sindaca di Carrara, Autorità di sistema portuale e la proprietà per capire cosa ne sarà di un cantiere che tra dipendenti e indotto ha un bacino di circa 2mila persone.
“Dovrebbe esserci anche il proprietario Giovanni Costantino – conclude Saisi – Speriamo che la proprietà incontri le ditte in appalto e, come dicono, che ad aprile il cantiere riparta. Siamo fiduciosi ma per ora siamo alle parole”.
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