spot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_img

Crisi The Italian Sea Group: “Situazione ancora difficile per l’indotto”

“Ci sono ancora delle criticità”. A spiegarlo è Bruno Casotti, delegato della Fim Cisl Toscana Nord, poco dopo la fine dell’incontro conclusosi nel tardo pomeriggio di ieri, 30 marzo, tra i delegati sindacali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm e la direzione di The Italian Sea Group.
Dopo aver spiegato che la gravità della situazione sarebbe determinata, secondo quanto denunciato, da comportamenti riconducibili ai precedenti vertici dell’azienda, accusati di aver alterato la rappresentazione reale delle commesse e della situazione economico finanziaria, l’amministratore delegato Giovanni Costantino ha fatto il punto ai sindacalisti.
“Per quanto riguarda la ripartenza produttiva – spiega Casotti – l’azienda ha comunicato di aver avviato un percorso di riattivazione graduale delle commesse attraverso il coinvolgimento delle ditte in appalto. Allo stato attuale risultavano già definiti accordi con circa 30 aziende esterne mentre restano da contattare ancora 200 realtà”.
“A tal fine – prosegue Casotti – la società ha costituito team dedicati con l’obiettivo di contattare mediamente sette aziende al giorno e raggiungere intese operative. L’azienda prevede di concludere entro la fine del mese di maggio tutte le trattative con le ditte coinvolte, al fine di definire accordi complessivi che consentano la ripartenza graduale delle attività produttive, in coerenza con i tempi concordati con le società armatrici ed evitando la compressione dei carichi di lavoro nella fase esecutiva”.
La situazione, comunque, non si sarebbe ancora risolta del tutto. “Permangono tuttavia alcune criticità – osserva il sindacalista – in particolare legate a problematiche di factoring e a situazioni amministrative non ancora del tutto definite per alcune ditte. Per quanto riguarda le commesse armatoriali, l’azienda ha riferito di aver già raggiunto accordi con due società armatrici, con una ripresa delle attività prevista gradualmente a partire dalla prima settimana di aprile. Nell’ambito del confronto con gli armatori, sono stati inoltre richiesti extra-tempi di consegna, resi necessari a seguito degli sfasamenti emersi tra avanzamento dichiarato e stato reale delle lavorazioni, quantificabili complessivamente in diversi mesi. Sono inoltre attivi tavoli di trattativa continui con gli ulteriori 16 armatori, al fine di definire accordi necessari alla piena ripartenza”.
A restare ancora in una situazione di stallo, le imprese dell’indotto. “Abbiamo posto l’accento sulla situazione delle piccole imprese dell’indotto, che risultano essere le più esposte alle attuali difficoltà – puntualizza Casotti – In molti casi si tratta infatti di realtà mono-committenti, fortemente dipendenti dalle lavorazioni legate a Tisg e quindi maggiormente vulnerabili nella fase di fermo produttivo. È stata inoltre evidenziata la criticità legata all’utilizzo della cassa integrazione ordinaria, con particolare riferimento ai limiti temporali di tre mesi che rischiano di non essere sufficienti a coprire l’attuale fase di transizione”.
Il pagamento degli stipendi per i lavoratori del cantiere sembrerebbe certo. “Tutti i lavoratori di Tisg – conclude Casotti – potranno contare sul riconoscimento degli stipendi e su un percorso di progressivo ritorno alla normalità produttiva, in linea con la ripartenza graduale delle attività”.


Scopri di più da TGRegione.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

ultimi articoli