Russia: Testimoni di Geova? Banditi!

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MOSCA (di Edoardo Altamura) – Altro passo allarmante per la comunità russa in particolare e per il mondo tutto: nella Federazione, attraverso una sentenza della settimana scorsa, la Corte Suprema russa ha letteralmente abolito la comunità dei Testimoni di Geova inserendola fra le organizzazione estremiste.

«Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti» si legge nell’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei diritti Umani ( 10 dicembre 1948, Assemblea Generale delle Nazioni Unite; della quale la Russia è anche Membro permanente del Consiglio di sicurezza).

Non possiamo dire che la Federazione Russa sia uno dei luoghi in cui l’amore e il rispetto per le idee di ciascun cittadino siano “ascoltate”, però arrivare al sequestro di ogni proprietà dei Testimoni, allo scioglimento della filiale di San Pietroburgo e a quasi 400 sedi regionali va ben oltre il rispetto minimo di cui vi è diritto.

Il fatto che risulta ancora più grave è la privazione della possibilità, se non del potere, di riunirsi per i credenti e finanche di parlare della propria fede. Come se i cortei, o le rivolte, dei Testimoni fossero pane quotidiano nella Federazione russa o nel mondo. Basta comunque fare mente locale e ripensare alle Pussy Riots di pochi anni fa, al loro scontro con la legge nazionale ed all’epilogo con la giustizia russa.

Comunque, i circa 300.000 Testimoni di Geova non ci stanno, e nella loro contraddistinguente pacificità, ricorreranno in Appello in poche settimane ed eventualmente andranno fino alla Corte Europea di Strasburgo per i Diritti Umani.

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