Strage col gas in Siria: oltre 70 morti. Per la Russia è un raid su deposito di armi ribelli

0

di Chiara Bini – Raid su un deposito di armi ribelli: in questo modo il Governo siriano spiega l’attacco con armi chimiche avvenuto ieri, martedì 4 aprile, a Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib in Siria. 72 i morti fino ad adesso accertati, 20 dei quali bambini e 17 donne, ma il numero potrebbe continuare a salire, a causa dell’alto numero di feriti gravi e dispersi.

Una vera e propria strage, le cui vittime sono state stroncate da gas tossici rilasciati nell’aria. In un primo momento si è pensato a un attacco di Assad, ipotesi che tutt’ora viene sostenuta dall’Osservatorio siriano per i diritti umani. A sostenere invece la versione del raid su di un deposito di armi (alcune delle quali chimiche) ribelli è la Russia, che attraverso il portavoce del proprio Ministero della Difesa, Igor Konoshenkov, conferma l’operazione condotta dall’aviazione siriana tra le 11:30 e le 12:30 di ieri. Anche il Governo turco si è affiancato a quello russo per supportare la versione di Damasco.

Sebbene i fatti non siano ancora chiari, la strage dell’Idlib ha dato un segnale incontrastabile della necessità da parte delle autorità mondiali di intervenire riguardo alla difficile situazione in Siria. Pertanto, ieri pomeriggio Francia e Regno Unito hanno chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che si terrà questo pomeriggio alle 16 ora italiana.

UK e USA hanno formalizzato la richiesta di un’indagine per comprendere cosa ieri abbia provocato il rilascio di sostanze tossiche sul Khan Sheikhun ed individuare i responsabili di questa strage. In contemporanea all’incontro dell’ONU, a Bruxelles si è aperta invece la Conferenza sulla Siria, al quale prende parte anche il nostro Ministro degli Esteri Angelino Alfano.

No comments

*