Alitalia verso il Commissariamento: “Tra 6 mesi vendita o liquidazione”

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Roma (di Alba Modugno) – Per la seconda volta, a distanza di 9 anni, Alitalia si avvia al commissariamento. Lo ha annunciato ieri l’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), il quale ha appreso dal presidente della compagnia, Luca Cordero di Montezemolo, che tale posizione è stata assunta dal cda in seguito all’esito negativo del referendum del 24 aprile.

Il consiglio di amministrazione di Alitalia ha infatti stabilito che si procederà per la nomina di un commissario, in quanto l’accordo quinquennale firmato coi sindacati e proposto come manovra per rilanciare la compagnia attualmente in difficoltà, è stato ampiamente bocciato dai dipendenti: schiacciante la maggioranza del “no”, che si è imposto sul “sì” con un 67% e con simboliche schede bianche e nulle.

Quello dei lavoratori si pone come un vero e proprio atto di protesta, al quale il cda non ha potuto che rispondere con la convocazione di un’assemblea dei soci, inizialmente prevista per il 27 aprile, ma molto probabilmente rimandata al 2 maggio.

Solo dopo questa, utile sostanzialmente a deliberare il fallimento di Alitalia, verrà anche fatto il punto della situazione post-referendum con il Ministero dello Sviluppo Economico.

Se il futuro di Alitalia è attualmente instabile e tutto da discutere, un aspetto pare essere certo: secondo l’Enac, fortunatamente, nel frattempo vi sono le condizioni adatte a mantenere la piena operatività della compagnia aerea, cosa confermata anche dallo stesso cda, il quale ha appunto precisato che “il programma e l’operatività dei voli Alitalia non subiranno al momento modifiche”.

Il secco “no” dei dipendenti, inaspettato per i sindacati, rappresenta naturalmente un rischio per i lavoratori stessi, che sebbene coraggiosi nel dare un segnale forte, dovranno ora affrontare un lungo periodo di incertezza occupazionale.

Gli stessi hanno però spiegato che la speranza è quella di “scrivere una nuova pagina che permetta, una volta fatta chiarezza, la sopravvivenza”.

Anche a proposito delle loro circostanze si è espresso il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, il quale ha affermato che il tutto dipenderà “dagli sbocchi che si troveranno nel corso dell’amministrazione straordinaria” nei prossimi mesi.

Riguardo la durata di quest’ultima, per altro, lo stesso Ministro ha parlato di 6 mesi al massimo, ai quali seguirà “una vendita parziale o totale degli asset di Alitalia” oppure la liquidazione. Si tratta di un periodo di tempo piuttosto limitato, perché questo è quanto l’Unione Europea può offrire come aiuto pubblico, e anche perché si resti nell’ambito di un “ponte finanziario transitorio”, senza andare oltre.

Calenda esclude dunque non solo una lunghissima amministrazione straordinaria, ma anche la nazionalizzazione, e non è il solo: allo stesso modo la pensa il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il quale ha sottolineato che “Alitalia è un’azienda privata” e che perciò “il tema degli ammortizzatori c’è”.

A detta del Ministro ora si attende la decisione degli azionisti, dopodiché si penserà a tutelare i lavoratori, i quali si sono secondo Poletti autodanneggiati con il “no” al referendum, sebbene siano riusciti a far trasparire come motivi di protesta rabbia per la situazione critica, critica alla gestione e scarsa fiducia nell’accordo.

Profondamente deluso dal risultato si è detto James Hogan, presidente e amministratore del gruppo Etihad, che su Alitalia nel 2013 ha investito: “l’accordo preliminare con i sindacati – ha spiegato – era stato reso possibile e supportato dai leader degli stessi sindacati, dal management di Alitalia, dal Primo Ministro Italiano e da tre Ministri del Governo, che avrebbero aiutato a mettere il futuro di Alitalia al sicuro”.

In sintonia con le sue parole si pone quanto lo stesso consiglio di amministrazione ha scritto in una nota, sottolineando che se il verbale fosse stato approvato “avrebbe sbloccato un aumento di capitale da 2 miliardi, compresi oltre 900 milioni di nuova finanza, che sarebbero stati utilizzati per il rilancio della Compagnia”.

Ora come ora, c’è chi spera che nei prossimi mesi si facciano avanti aziende interessate a rilevare Alitalia e chi in questo commissariamento vede un nuovo punto di partenza in cui poter sperare.

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