Attentato Isis, kamikaze con documenti da rifugiato: arresti a Bruxelles

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Sarebbero cinque le persone già arrestate, tutte a Bruxelles. Ad affermarlo è il ministro della giustizia belga Koen Geens, secondo quanto riferisce la tv Rtbf. Sono otto, invece, i terroristi uccisi come riporta l’Ansa: tre, al momento, quelli di cui si conosce l’identità perchè sui loro corpi sono stati trovati passaporti di diverse nazionalità tra cui quella egiziana e siriana. Per tutti sono in corso le procedure per verificare l’origine e l’autenticità del documento. I quattro assalitori del Bataclan sono tutti morti. Tre di loro si sono fatti esplodere azionando le loro cinture esplosive. Un passaporto egiziano è stato ritrovato vicino a uno dei kamikaze che si sono fatti esplodere ieri sera davanti allo Stade de France di Saint-Denis. Poco prima, sui resti di un altro dei killer suicidi era stato trovato un passaporto siriano. Uno dei quattro kamikaze, di nazionalità francese, del Bataclan è stato identificato grazie alle impronte digitali. Il passaporto ritrovato accanto ad uno dei kamikaze della strage di Parigi è stato identificato come appartenente ad un rifugiato siriano registrato a Lesbo il 3 ottobre scorso. Una cellula islamica ben organizzata, quella fermata, secondo gli inquirenti.

12249590_10153275304906220_6940013096301437495_n La dinamica dei fatti è stata ricostruita dalla Procura francese, come nell’immagine. Ben 22 i magistrati al lavoro sulla tragedia che è stata ribatezzata l’11 settembre francese, in una Parigi, il day after l’apocalisse, deserta, fantasma, con negozi chiusi, metropolitana ferma e Torre Eiffel inaccessibile, dove tutti sono sconvolti. L’esplosivo usato dai tre commando, in azione in contemporanea, azoto e chiodi. Chi ha visto il massacro sanguinario, parla di freddezza totale degli attentatori, vestiti di nero, entrati nel bar gremito di giovani. Un luogo non scelto a caso, e in pochi istanti gli spari a sangue freddo, da persone militarmene addestrate. Come la pizzeria ristorante dove la sparatoria è stata a colpi di kalashnikov Nello stadio, tre minuti dopo l’inizio della partita, i colpi sono stati scambiati inizialmente per petardi, poi il boato, e il terrore: gente che grida, che scappa, e poi le teste di cuio. Un atto di guerra, barbaro, organizzato da fuori. Rivendicato dall’Isis che avvisano: poi toccherà a Roma. I prefetti, dopo la notte di orrore, sono stati autorizzati alle esplusioni. E in Italia, che si appresta al Giubileo, oggi, oltre che al Viminale, si sono tenuti i Comitati di Ordine Pubblico e Sicurezza: prevenzione, la parola d’ordine, di tutti gli obiettivi sensibili.

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