Autorizzato l’acquisto di farmaci all’estero, ma solo se troppo costosi

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ROMA (di Chiara Bini) – Acquistare farmaci all’estero: adesso si può. È la decisione presa dal Ministro per la Salute Beatrice Lorenzin che, attraverso una circolare inviata nei giorni scorsi ai vari uffici competenti, ha definito i criteri grazie ai quali sarà possibile, quindi del tutto legale, comprare medicinali in Paesi stranieri e farli pervenire o portarli personalmente in Italia.

La circolare emessa dalla Lorenzin va a integrare il Decreto Ministeriale dell’11 febbraio 1997, nel quale veniva consentito l’inport personale di farmaci, e arriva a seguito di una serie di sentenze (con conseguenti polemiche) di Tribunali Regionali, dopo i ricorsi mossi da numerosi pazienti italiani che si erano visti fermare in dogana medicinali acquistati online fuori dal nostro Paese.

I criteri principali che definiscono quando tale attività sia consentita sono due: l’uso del farmaco deve essere esclusivamente personale; la mancanza di una valida alternativa terapeutica in Italia. Quest’ultimo concetto è stato chiarito proprio nella circolare dallo stesso Ministro Lorenzin: “La mancanza di una valida alternativa terapeutica può ricorrere anche quando l’accesso al medicinale disponibile in Italia non risulti possibile per il paziente, in quanto lo stesso paziente non rientra nei criteri di eleggibilità al trattamento per l’erogazione del medicinale a carico del Servizio sanitario nazionale, ovvero per la sua eccessiva onerosità”. 

Se, quindi, il farmaco di cui si necessita è troppo costoso, il paziente è oggi autorizzato ad acquistarlo all’estero. È questo il caso di molti medicinali innovativi, come i super-farmaci gioiello contro l’Epatite C. Ovviamente, la prescrizione medica rimane quale condizione necessaria affinché l’intera operazione sia considerata legale.

Ciò su cui la circolare del Ministero punta è l’eccezionalità: l’acquisto di farmaci all’estero deve rimanere qualcosa di consentito, sì, ma solo a casi estremamente talmente particolari e specifici da consentire uno “strappo alla regola”, dal momento che “nessun medicinale può essere commercializzato in Italia senza aver ottenuto un’autorizzazione dell’Aifa o un’autorizzazione a livello comunitario – cita la circolare – Eccezionalmente, e in deroga a tale principio, è ammessa l’importazione per il solo uso personale di medicinali regolarmente autorizzati in un Paese estero in due ipotesi specificamente individuate: medicinali posti regolarmente in vendita in Paesi esteri, ma non autorizzati all’immissione in commercio sul territorio nazionale, spediti dall’estero su richiesta del medico curante; medicinali registrati in Paesi esteri, che vengono personalmente portati dal viaggiatore al momento dell’ingresso nel territorio nazionale, purché destinati a uso personale per un trattamento terapeutico non superiore a 30 giorni”.

La procedura di richiesta del farmaco è quanto mai complessa: il medico deve compilare e inviare apposita documentazione a uno degli Uffici periferici di sanità marittima, aerea e di frontiera e servizi territoriali di assistenza al personale navigante e aeronavigante, e una ulteriore copia al corrispondente ufficio doganale presso il quale sono state espletate le formalità per l’importazione. Tale documentazione comprende: nome del medicinale, forma farmaceutica, ditta estera produttrice, dichiarazione che il medicinale in questione è regolarmente autorizzato nel Paese di provenienza, quantitativo di cui si chiede l’importazione, esigenze che giustificano il suo utilizzo, dichiarazione di utilizzazione del medicinale sotto la diretta responsabilità del medico richiedente.

La forma farmaceutica diventa un dato quanto mai importante all’interno dell’intera operazione di importazione del farmaco, dal momento che fino ad adesso la dogana ha bloccato farmaci esteri considerandoli equivalenti ad altri già autorizzati in Italia, sebbene avessero caratteristiche totalmente differenti, quali composizione e quantità dei principi attivi. Con le nuove disposizioni ministeriali, invece, si potrà aggirare un così grande ostacolo.

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