Destinatario di un’ordinanza di carcerazione del Gip di Firenze e latitante: arrestato a Fiumicino

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ROMA  – Nel tardo pomeriggio di ieri, presso l’Aeroporto di Fiumicino “Leonardo Da Vinci”, la Polizia di Stato in servizio aeroportuale di Roma ha preso in consegna Dradi Antonio (classe 1973), condannato in Italia per bancarotta fraudolenta transnazionale, infedeltà patrimoniale, ricorso abusivo al credito e truffa, a seguito delle indagini svolte dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze. Il soggetto, latitante dal 2015, poiché destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Firenze, è stato arrestato dalla Polizia di frontiera spagnola lo scorso 12 aprile durante uno scalo del volo aereo in partenza da Santo Domingo e diretto a Bologna. Il provvedimento nasce da una complessa attività investigativa, coordinata dal PM Paolo Barlucchi  della Procura della Repubblica di Firenze – diretta dal Procuratore Capo Giuseppe Creazzo -, a seguito del fallimento della società F.C. S.r.l. – impresa operante nel campo della produzione di calzature e prodotti antinfortunistici (già Sad Plastic S.r.l.) – che aveva permesso di portare alla luce un sodalizio criminale che aveva organizzato e materialmente eseguito la sottrazione di tutti i beni aziendali della predetta società, a danno dei soggetti creditori.

In particolare, le investigazioni svolte dai Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Firenze avevano consentito di accertare come due fratelli imprenditori forlivesi (Dradi Antonio, classe 1973, e Dradi Stefano, classe 1974) ed un imprenditore bosniaco (Dragan Aleksic, classe 1958) avevano pianificato il fallimento della loro società depauperandola completamente di attrezzature, merci, dipendenti e finanziamenti – per un valore complessivo di euro 13.356.000,00 –, trasferendo, detti beni, presso la controllata bosniaca “S.E. d.o.o.”. Inoltre, anche le quote sociali della società bosniaca, che inizialmente erano intestate ai due imprenditori, sono state cedute successivamente ad un prestanome (Dragan Aleksic), già loro dipendente.

A conclusione della prima parte d’indagine, è stata eseguita, nella giornata di ieri (03 maggio 2017), un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Dradi Stefano, mentre il fratello Dradi Antonio e il bosniaco Dragan Aleksic non sono stati, in un primo momento, rintracciati nel territorio nazionale. A carico degli stessi è stato emesso un mandato di arresto in ambito europeo ed internazionale, eseguito in data 31.05.2016 per quanto riguarda il menzionato Dragan Aleksic, attualmente detenuto presso il carcere di Firenze-Sollicciano, e nella giornata di ieri nei confronti di Dradi Antonio.

A carico degli indagati è stato effettuato il sequestro preventivo per equivalente di  somme di denaro contante, disponibilità finanziarie, beni mobili ed immobili, compendi aziendali, oro e preziosi, sino alla concorrenza della somma distratta pari ad euro 13.356.000,00, essendo l’associazione a delinquere connaturata dal requisito della transnazionalità.

Successivamente, le nuove evidenze scaturite da elementi probatori acquisiti nel corso delle indagini di polizia giudiziaria, supportate anche da attività di accertamenti bancari, intercettazioni telefoniche e telematiche, hanno consentito di ampliare ulteriormente il quadro indiziario e di ricostruire dettagliatamente il ruolo svolto da altri soggetti che, nei primi mesi del 2012, hanno partecipato attivamente alla progettazione e alla materiale esecuzione del disegno criminoso, ed in particolare:

  • il commercialista Luigi Francesconi, che si è interessato della costituzione delle società italiane ed estere utilizzate per occultare la reale proprietà del complesso aziendale operante all’estero, impegnandosi in prima persona nella realizzazione del piano distrattivo, entrando come socio di maggioranza nelle società utilizzate quale veicolo distrattivo, predisponendone i mezzi finanziari necessari;
  • il Direttore Commerciale Giovanni Amadori, che si è intestato fiduciariamente le quote delle predette società, assumendo la carica di amministratore e sottoscrivendo il contratto di affitto del ramo d’azienda commerciale della fallita;
  • l’Avvocato Roberto Facinelli di Bologna, il quale, insieme agli indagati, si è adoperato, sin dall’origine, per architettare lo schema utile alle distrazioni operate, nonché per occultare all’estero il profitto del reato.

Pertanto, in considerazione dei gravi indizi di reato emersi sono state disposte ordinanze di custodia cautelare in carcere anche dei predetti professionisti, eseguite tra l’Aprile e il Luglio del 2015.

Le ipotesi investigative trovavano un’ulteriore conferma nella sentenza di primo grado emessa in data 23.10.2015, con la quale il G.U.P. del Tribunale di Firenze, dott. Alessandro MONETI, ha disposto le seguenti condanne:

  • Dradi Antonio, anni 6 di reclusione, confisca di quanto in sequestro ed interdizione perpetua dai pubblici uffici (sentenza confermata in Appello);
  • Dradi Stefano, anni 5 e mesi 4 di reclusione, confisca di quanto in sequestro ed interdizione perpetua dai pubblici uffici (sentenza confermata in Appello);
  • Francesconi Luigi, anni 3 e 4 mesi di reclusione, confisca della somma di euro 135.000,00 ed interdizione per anni 5 dai pubblici uffici, all’esito del rito abbreviato;
  • Amadori Giovanni, anni 2 e mesi 6 di reclusione (con patteggiamento definitivo da scontare con affidamento in prova ai servizi sociali);
  • Facinelli Roberto, anni 3 e 4 mesi di reclusione, all’esito del rito abbreviato;
  • mentre a carico del bosniaco Aleksic Dragan, è stato disposto il rinvio a giudizio per il dibattimento con rito ordinario innanzi al Tribunale di Firenze.

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