A Firenze per il G7 la riproduzione dell’Arco di Palmira, distrutto dallo Stato Islamico nel 2015

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FIRENZE (di Chiara Bini)  – Firenze capitale della cultura mondiale il 30 e 31 marzo, quando vi accorreranno gli esponenti degli Stati più influenti del pianeta in occasione del G7 della Cultura. Per celebrare l’evento, in piazza della Signoria sarà esposta una riproduzione dell’Arco di Trionfo di Palmira, distrutto dalle milizie dello Stato Islamico nell’ottobre del 2015.

L’opera sarà ammirabile per un intero mese, fino al 27 aprile, ed è frutto di un progetto promosso dall’Institute for Digital Archaelogy, organizzazione che collabora con le università di Oxford e Harvard e con la Dubai Foundation. La realizzazione, invece, è totalmente made in Italy, anzi made in Tuscany: se ne sono occupate infatti due aziende toscane, la TorArt (fondata da Filippo Massari e Giacomo Ticolini) e la D-Shape (di Enrico Dini), le quali, partendo da documentazione fotografica, rilievi di scavo e materiale di archivio, hanno ricreato perfettamente l’Arco di Palmira non solo nelle dimensioni ma anche nei dettagli. La strumentazione utilizzata è stata delle più avanzate ed ha compreso robot antropomorfi, scanner e stampanti 3D.

L’Arco di Palmira, costruito nel 220 d.C., è stato per secoli uno dei simboli dell’archeologia e della storia classica: eretto in una delle province più ricche e note dell’Impero Romano, crocevia di mercanti e personalità di spicco, Palmira ha rappresentato l’unione, l’equilibrio tra Occidente e Oriente. L’Arco, costruito rispettando i canoni dell’arte celebrativa romana, era composto da 3 volte a tutto sesto con decorazioni geometriche e floreali e adornato da statue e nicchie in tutta la sua altezza.

Negli ultimi anni gli esponenti e le milizie dello Stato Islamico si sono resi noti, tra gli altri, per numerosi attentati alla cultura degli stessi Paesi in cui è sorto. Molti sono i monumenti e addirittura interi siti archeologici che sono stati fatti saltare in aria. Tra questi, due anni fa, anche l’Arco di Palmira.

Un caso estremo, certo, che pone però ai “grandi della Terra” l’obbligo di una riflessione riguardo la conservazione dei beni culturali e la loro protezione da simili catastrofici eventi. La riproduzione dell’Arco di Palmira, che prima ha fatto tappa in alcune delle più importanti città internazionali, come Londra e New York, non poteva che terminare il proprio percorso a Firenze in occasione del G7 della Cultura.

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