Italia vecchia e multietnica, Sud spopolato in 50 anni: lo dice una ricerca dell’Istat

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Roma (di Chiara Bini) – Come sarà l’Italia tra 50 anni? A questa domanda ha risposto “Il futuro demografico del Paese”, indagine condotta dall’Istat che, sulla base dei dati degli ultimi anni, ha dato le proprie previsioni su come e quale sarà la popolazione italiana nel 2065. Tre aggettivi chiave: saremo pochi, vecchi e multiculturali.

È una condizione già nota, quella dell’Italia: siamo un Paese di persone anziane, con un tasso di natalità molto basso (circa 1,34 figli per donna). Secondo l’indagine Istat tale andamento andrà accentuandosi nel corso del prossimo mezzo secolo: l’età media degli Italiani arriverà a 50 anni (a dispetto dei 44,7 attuali) e in totale arriveremo ad essere 53,7 milioni, ovvero circa 7 milioni in mezzo rispetto ad oggi.

Sono state individuate due tendenze: da un lato, la durata della vita continuerà ad aumentare arrivando agli 86 anni per gli uomini e ad oltre 90 anni per le donne, rendendo così il Paese progressivamente più “vecchio”; dall’altro ci sarà un lieve aumento delle nascite, che toccherà la quota di 1,59 figli per donna, che sarà dovuto alle famiglie extracomunitarie che fino a oggi e nei prossimi 50 anni arriveranno nel nostro Paese. Un’Italia in cui aumenterà la componente multietnica (si prevede che gli extracomunitari raggiungeranno il 37% della popolazione totale), ma in cui le nascite non riusciranno comunque a eguagliare, figuriamo superare, le morti.

Si è parlato di una “perdita” di circa 7 milioni di persone nel prossimo mezzo secolo: dove andranno a finire queste persone? L’Istat ha spiegato anche questo dato: molti Italiani lasceranno il Paese e si trasferiranno all’estero. Un movimento migratorio già iniziato negli anni più recenti e che si prevede continuerà ancora a lungo con effetti sul lungo termine.

In particolare, la zona più colpita da tale spostamento di persone sarà il Sud Italia: secondo l’indagine, il meridione sarà abitato dal 29% della popolazione (invece del 34% attuale), mentre un aumento si prevede per il centro-nord, dove si toccherà 71% contro il 66% di oggi. Parte della popolazione del Sud, quindi, non si sposterà soltanto all’estero, ma anche più a nord all’interno della stessa Italia.

Come tutte le indagini di questo tipo, i dati sono stati ottenuti rielaborando gli andamenti e i numeri degli anni passati, in particolare dei più recenti. Da qui sono poi stati estratti degli andamenti statistici e quindi le previsioni che sono state comunicate dall’Istat. In molti casi, come ad esempio per quanto riguarda la componente extracomunitaria, non è possibile fare stime certe, dal momento che ad oggi non è noto il numero effettivo di immigrati che ogni anno entrano nel nostro Paese, né è possibile definire con certezza quanti vi rimarranno legalmente e quanti si dirigeranno altrove.

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