Migranti, procedura di infrazione all’Italia per mancata identificazione

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Già alcuni mesi fa la Consap aveva denunciato che il numero dei migranti che non erano stati identificati alla frontiera era stato molto alto. Nello specifico, più volte Daniele Contucci, dirigente sindacale Consap, era tornato su questo problema, facendo una stima di circa 100 mila migranti sfuggiti al controllo delle maglie dell’identificazione. “Adesso – scrive in una nota Igor Gelarda del Consap – anche l’unione europea ci accusa di essere un colabrodo, con 29 mila segnalamenti a fronte di circa 65 mila ingressi, tra luglio e novembre scorso. Il regolamento Eurodac dispone che ai richiedenti asilo vengano rilevate le impronte digitali e trasmesse entro 72 ore al database centrale europeo. Purtroppo l’Italia dal 2003 a oggi ha pagato la cifra, record in Europa, di 183 milioni di euro di sanzioni (l’equivalente di circa 4.200 nuove volanti di Polizia o Carabinieri, per restare in tema sicurezza!!). Soldi usciti dalle nostre tasche.  Disgraziatamente, per le forze dell’ordine il sistema di identificazione degli stranieri è estremamente farraginoso e dispendioso, in termini di uomini e di tempo impiegati.  Tempo e personale che la Polizia italiana ormai non può più permettersi, oltre alle difficoltà già insite nel nostro apparato. Ricordate che questa estate a Palermo i server della Polizia Scientifica, nel pieno dell’accoglienza profughi, andò in tilt per qualche giorno, perché il sistema di condizionamento della sala server non era idoneo e con il caldo palermitano il sistema non ha retto? Ad aprile scorso, solo per fare un esempio, personale del Commissariato Prenestino, a Roma, è stato impegnato per oltre cinque ore, nel foto segnalamento di cittadini africani approdati sulle coste italiane e trasportati in pullman a Roma. Dapprima gli stranieri sono rimasti due ore bloccati nel pullman per la mancanza di una certificazione medica e le conseguenti legittime riserve del personale della Polizia Scientifica ad effettuare i foto segnalamenti del caso. A peggiorare la situazione il fatto che gli immigrati non parlassero né l’inglese né la lingua araba, per le quali la polizia disponeva di interpreti. Gli stranieri parlavano solo la lingua del loro paese e si è dovuto provvedere andando a prelevare, da un vicino centro d’accoglienza, uno straniero che conoscesse la loro lingua e l’italiano. Così le procedure di foto segnalamento sono cominciate dopo due ore, con personale insufficiente e operazioni rese ancora più complesse dalla presenza di 14 minori. Moltiplicate quanto accaduto al Commissariato Prenestino per tutta Italia, ecco perché la percentuale delle persone foto segnalate è bassa. Bassissima. Senza dimenticare che le attività di foto segnalamento fanno i conti con la volontà degli extracomunitari, che possono anche rifiutare di sottoporsi ai rilievi dattiloscopici, attività di polizia che per legge non può essere coattiva. In Italia erano previsti sei Hot spot per l’accoglienza dei Migranti, cioè strutture allestite per identificare rapidamente, registrare, fotosegnalare e raccogliere le impronte digitali dei migranti e individuare subito i richiedenti asilo politico. Cinque in Sicilia: Trapani, Pozzallo, Augusta, Porto Empedocle e Lampedusa e uno a Taranto. Ebbene, attualmente, ne funziona solo uno che è quello di Lampedusa. Mentre d’altra parte il famoso ricollocamento dei Migranti, promesso dall’Unione Europea che prevedeva quote di 160 mila persone, di fatto ne ha ricollocato solo 160! E così il regolamento di Dublino III finisce per essere un cappio per l’Italia, dove gli immigrati entrano e non escono. Dato che la norma obbliga i richiedenti asilo a presentare la domanda nel Paese Ue in cui arrivano.  Dopo che siamo stati lasciati soli ad affrontare questo tremendo esodo adesso l’Unione Europea vuole anche bacchettarci- dichiara Igor Gelarda, dirigente del sindacato di Polizia Consap. Anzi, per essere precisi, sono state proprio le forze dell’ordine, insieme ai sanitari impegnati nell’accoglienza, che si sono fatti carico di quasi tutto. Siamo di fronte ad una triste realtà: il sistema della sicurezza italiano fa fatica ad affrontare l’ordinario, per mancanza di uomini e mezzi. Come credete che possa essere affrontato l’extra –ordinario? Ebbene se qualcuno in Italia credeva nei miracoli, oggi l’Unione Europea, ci ha spiegato che la realtà italiana è un’altra. O per lo meno l’Unione Europea, la percepisce in maniera diversa rispetto a come la vede il nostro Governo.  E tra le responsabilità del Governo Italiano e la rigidità intermittente dell’Unione Europea, ci sono sempre i cittadini, a pagare le conseguenze della incomprensibilità di un intero sistema”.

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