Salvaguardia dei diritti dei marittimi, oggi dibattito alla Camera dei Deputati

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ROMA Dalla “spiaggia d’or” in delegazione a Roma per salvaguardare i diritti dei marittimi. Ci saranno anche i rappresentanti dell’Associazione Lavoratori Marittimi della Costa Tirrenica domani, oggi 17 novembre a Montecitorio in occasione dell’incontro organizzato alla Camera dei deputati dal Movimento 5 Stelle, promotori dell’ iniziativa il deputato Luigi Gallo e il senatore Sergio Puglia che hanno accolto le sollecitazioni dell’associazione dei lavoratori del mare. In discussione il difforme recepimento da parte dell’Italia delle normative internazionali vigenti in materia di certificazioni Imo ( standard professionale richiesto per lavorare in ambito marittimo “a bordo o a terra” anche al di là dei confini nazionali) che di fatto penalizza i marittimi italiani come già portato all’attenzione dall’associazione viareggina grazie a numerose iniziative, dibattiti e confronti con figure istituzionali. L’Italia infatti applicando illegittimamente in maniera molto più restrittiva la normativa internazionale, a differenza di quello che fanno gli altri Paesi aderenti alla convenzione di riferimento, richiede maggiori requisiti ai suoi marittimi rispetto all’attività lavorativa prestata nel quinquennio di validità dei certificati, finendo per penalizzarli con il declassamento o addirittura con il mancato rinnovo del titolo professionale, quello che può essere inteso come una sorta di passaporto per il lavoro, tagliandoli di fatto fuori dal mercato occupazionale. A niente sono valse le rimostranze dei marittimi rimaste fino ad ora inascoltate come dimostrato dall’ultimo decreto del Ministero che invece di raddrizzare il tiro ha proseguito sulla vecchia strada prolungando ulteriormente gli effetti punitivi della applicazione “all’italiana” della normativa internazionale. Gli effetti devastanti di tale azione si sono già fatti sentire con decine di certificati declassati e non rinnovati ma a preoccupare è la fatidica data del primo gennaio 2017, quando diventerà effettiva la convenzione STCW emendamenti Manila 2010. Cosa succederà in Italia dopo tale data nel comparto dei marittimi non è dato saperlo. Mancando anche in questo caso di recepire la normativa internazionale, intanto il Ministero ha deciso di rinnovare i certificati in scadenza, tutti indistintamente fino al limite temporale del primo gennaio 2017 e non oltre: quanto è bastato per mettere ulteriormente in subbuglio i marittimi allertati da questa situazione di assoluta incertezza. A questo punto si chiedono garanzie per il futuro di questa professione e che vengano riconosciuti pari diritti ai lavoratori italiani rimuovendo tutti gli ostacoli consci del periodo di crisi che stiamo attraversando, in modo che vengano fatti tutti gli sforzi necessari per salvaguardare posti di lavoro che corrispondono a bagagli di saperi e conoscenze costruiti con fatica e sacrifici nel tempo che non possono essere cancellati con un colpo di spugna.
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