Tassa sugli affitti brevi: dal 1 giugno cedolare secca obbligatoria per AirBnb, Booking & Co.

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Roma (di Alba Modugno) – Dal 1 giugno entrerà in vigore l’obbligo di una cedolare secca per affitti brevi gestiti da portali online come AirBnb, Booking e altri.

Nuove norme, dunque, circa le tasse che interessano le case vacanze e in generale tutti gli immobili affittati online per periodi al di sotto dei 30 giorni.

Si tratta di uno dei punti focali della manovra di correzione dei conti 2017, varata l’11 aprile e riguardante le materie più varie: questa si presenta infatti come un decreto omnibus costituito da 68 articoli, tanto che lo stesso Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan l’ha definito come una sorta di “finanziaria che si impernia su quattro punti”, ovvero “aggiustamento, finanziamento alla crescita, risorse per gli enti locali e risorse per il sisma.”

Evidente obiettivo della manovra, nonché filo rosso che tiene insieme tutti i singoli provvedimenti, è incrementare il contenuto delle casse dello Stato, in particolar modo attraverso operazioni anti-evasione.

Una di queste è proprio incarnata dalla tassa AirBnb, che consiste in una novità sostanziale: d’ora in poi saranno i soggetti intermediari, ovvero agenzie immobiliari come portali online, a trattenere le tasse da pagare, diventando così veri e propri sostituti d’imposta.

Agenzie offline come anche AirBnb, Booking e siti simili che gestiscono i pagamenti, dovranno comunicare al Fisco i dati dei contratti registrati all’Agenzia delle Entrate, ma non solo: applicheranno essi stessi una ritenuta del 21%, da versare poi naturalmente allo Stato.

Una soluzione questa, che era stata già introdotta e cancellata dalla Legge di Bilancio, ma che ora suona nuovamente come necessaria, visto che si stima un recupero fiscale di circa 3,5 milioni di euro.

Questo è quanto asserisce Halldis, società italiana nel settore degli affitti temporanei, la quale ha anche rivelato che nel nostro Paese il 75% delle locazioni brevi è in nero.

Un fenomeno di evasione non indifferente, dovuto al fatto che fino ad ora il versamento delle tasse è stato compito dei proprietari stessi.

Tuttavia non è su questi che la nuova norma ricade negativamente, bensì sugli utenti, tenuti a pagare di più, e sugli stessi soggetti intermediari, i quali non solo svolgeranno un’importante mansione fiscale, ma saranno sottoposti anche a nuove regole e di conseguenza a nuovi pericoli di sanzione: in caso di irregolarità nelle dichiarazioni dei contratti o nei versamenti, infatti, questi saranno soggetti a multe che vanno dai 250 ai 2000 euro.

Contenti della tassa Airbnb, che tuttavia, insieme a tutto il decreto, non è stata ancora approvata, si dicono gli operatori del settore alberghiero, da sempre critici nei confronti delle realtà extralberghiere come le case vacanze, perché viste come poco trasparenti.

Ad ogni modo, il DEF, ovvero il Documento di Economia e Finanza, arriverà in aula il 26 aprile, quando sarà esaminato e probabilmente approvato da Camera e Senato.

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