Triplicati i contagi di morbillo in Italia. Il Ministero invita alla vaccinazione

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ROMA (di Chiara Bini) – Dati preoccupanti arrivano dal Ministero della Salute: dall’inizio del 2017 i casi di morbillo in Italia sono aumentati del 230%. Se nell’intero 2016 sono stati riscontrate 880 infezioni, da gennaio a oggi siamo già arrivati a 700. Una statistica che fa riflettere, soprattutto considerando che si tratta di un periodo di tempo molto breve. Ed è a questo punto che il Ministro Lorenzin rivolge agli Italiani l’invito a vaccinarsi e far vaccinare i propri figli.

Proprio il brusco calo di vaccinazioni è imputato quale una delle cause principali di questa nuova diffusione del morbillo a livello nazionale. Appena pochi giorni fa l’Istituto di Sanità aveva segnalato un aumento delle infezioni proprio del morbillo in Toscana, che, nella ricerca portata avanti dal team di epidemiologi del Ministero, è risultata essere una delle regioni maggiormente colpite assieme a Lazio, Lombardia e Piemonte. In tale circostanza la USL Toscana Nord Ovest aveva suggerito l’isolamento in casa, senza rivolgersi a una struttura ospedaliera, a chi fosse stato contagiato, così da evitare una ulteriore diffusione del virus.

Il morbillo è una malattia provocata dal virus Paramyxovirus, del genere dei Morbillovirus, che si trasmette per via aerea. È altamente contagiosa e potenzialmente mortale, se non presa in tempo. Dagli inizi degli anni Ottanta a oggi il numero di contagi e decessi è drasticamente diminuito (2,6 milioni di morti nel 1980 contro i 122 mila del 2012), ma, seppur lontanissimi da quelli del passato, i dati che stanno emergendo in questi primi mesi del 2017 non devono essere ignorati.

Il vaccino che contrasta il morbillo è incluso in quello comunemente chiamato “trivalente”, che comprende anche parotite e rosolia. Perché sia effettiva la copertura, devono essere somministrate due dosi, la prima entro i 24 mesi di vita, la seconda in età più avanzata (attorno ai 5 anni oppure ai 12). Il Ministero della Salute ha imputato questo picco di diffusione del virus sia a un calo delle vaccinazioni dei bambini, sia al fatto che molti adolescenti non abbiano provveduto al richiamo della seconda dose.

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