Violenza di genere, la triste realtà riportata dall’Istat: il 21% delle italiane ha subito abusi

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ROMA (di Marta Del Nero)  – Al convegno scientifico “La violenza sulle donne: i dati e gli strumenti per la valutazione della violenza di genere”, tenutosi il 28 marzo a Roma, è stato presentato dai ricercatori Istat un quadro drammatico della società italiana, un fenomeno “ampio, diffuso e polimorfo che incide gravemente sulla quotidianità”.

Secondo i dati Istat, infatti, il 21% delle donne italiane (oltre 4,5 milioni) ha subito violenze, abusi e molestie: di queste un milione e 157mila sono state vittime di molestie fisiche e sessuali gravi (653mila vittime di stupro e 746mila di tentato stupro).

Minacce, schiaffi, pugni e calci hanno, invece, coinvolto il 20,2 per cento delle donne dai 16 ai 70 anni (4,3 milioni), di cui l’1,5% ha riportato danni seri e permanenti: ferite e lesioni nel 37,6% dei casi, mentre il 21,8% accusa dolori ricorrenti.

Tra i principali autori di violenza di genere si pongono i partner e gli ex, carnefici del 13,6% delle donne. Di questa percentuale il 90,6% ha denunciato rapporti sessuali non desiderati, il 79,6% soffocamento, strangolamento ed ustione e il 77,8% ha sofferto pugni, calci, morsi e schiaffi.

A completare l’impietosa fotografia si ricorda che oltre 8,3 milioni di donne (40,4%) hanno subito violenza psicologica, attraverso svalutazione, sottomissione e svalorizzazione, soprattutto attraverso l’”asimmetria di potere” che sfocia di frequente in vere e proprie forme di controllo fisico, psicologico ed economico (4,6%9). Si pensi, a tal proposito, che in Italia nel 2015 si è registrato un livello di occupazione femminile del 50, 6% contro un tasso di lavoro maschile del 70,6%, per un divario retributivo tra i generi del 16,3%.

“Violenza fisica e psicologica sono le due facce di una stessa medaglia che rivela come in Italia il rispetto della donna come persona sia ancora difficile da raggiungere ed i numerosi esempi di sessismo altro non sono che il segnale della diffusione di questo fenomeno allarmante, spesso sottovalutato”. Ha commentato in una nota la deputata PD, Cristina Bargero.

“Prima di arrivare alla violenza efferata ci sono alcuni sintomi-ha spiegato poi Maria Teresa Amici, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio- tutto ciò avviene fin dai banchi di scuola. E’ impressionante la regressione dei rapporti tra sessi nella scuola italiana. E’ quindi evidente-ha proseguito- che la battaglia principale deve essere insegnare che questa è una società di donne e di uomini.”

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