Voucher aboliti: secondo i Consulenti del Lavoro si rischia di tornare al lavoro nero

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Roma (di Alba Modugno) – Dopo l’abolizione dei voucher, ad opera del Governo Gentiloni, il rischio è quello di tornare al lavoro nero, o quantomeno di alimentarlo: questa la posizione dei Consulenti del Lavoro, la cui Fondazione Studi ha appena condotto un’indagine proprio sulla categoria dei “voucheristi”.

Varato il 17 Marzo dal Consiglio dei Ministri, il decreto legge in questione ha abrogato le norme sui voucher e sugli appalti, una scelta accolta positivamente anche dalla segretaria generale Cgil Susanna Camusso e motivata da Gentiloni come un modo per alleggerire l’Italia da temi di cui, a suo parere, non ha bisogno, specie in vista dei mesi di campagna elettorale che sopraggiungono.

Secondo i Consulenti del Lavoro è allora allarme lavoro nero, perché tale provvedimento va a colpire tutta una serie di soggetti, tra cui le famiglie, che rischiano di ripiegare sul cosiddetto lavoro sommerso in quanto esclusi non solo dalla materia voucher, ma anche da altre tipologie di contratti.

Dall’indagine della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro è emerso che i principali fruitori di voucher sono pensionati, lavoratori dipendenti e disoccupati, categorie che difficilmente potranno trovare valide alternative fra i contratti vigenti, in quanto, come si legge sul rapporto, il loro status “risulta incompatibile o non conveniente rispetto ad un rapporto di lavoro dipendente di tipo tradizionale”.

I dati Inps, sui quali è stata condotta l’indagine, raccontano che questi ultimi costituiscono per altro una grossa fetta, ovvero il 63% di tutti i voucheristi e che la restante parte, il 37%, riguarda lavoratori che utilizzavano i voucher per mantenere aperta la propria posizione previdenziale e dunque a fini pensionistici.

Il mondo delle imprese quindi, in tutto questo, figura praticamente solo per un terzo del complesso di ore lavorate, ragion per cui il pericolo che la nutrita categoria di “orfani di voucher” ricorra al lavoro nero è effettivo.

E’ per questo che secondo i Consulenti del Lavoro serve adesso “una riflessione politica urgente”, anche in virtù del fatto che una simile abolizione colpisce le famiglie, le quali “meno attrezzate per provvedere agli adempimenti formali previsti per la formalizzazione di un rapporto di lavoro, avevano nel voucher un utile strumento di flessibilità e semplicità per richiedere prestazioni lavorative di piccolo cabotaggio”.

Quello che si avverte, a detta dei Consulenti, è un vuoto normativo significativo affiancato dalla necessità di uno strumento che regoli quest’ala lavorativa e soprattutto la materia familiare che ad essa è connessa.

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