Wineleather: ecco la pelle vegetale ricavata dal vino. Italiana, ha vinto il premio di H&M Foundation

0

Roma (di Alba Modugno) – E’ italiana la similpelle vegetale realizzata con gli scarti della produzione vinicola, che il 6 aprile ha vinto il Global Change Award della H&M Foundation e che si accinge a rivoluzionare il settore della pelletteria.

Premiato per essere tanto innovativo quanto ecosostenibile, questo nuovo tipo di pelle vegetale si chiama Wineleather e viene ricavato dalla vinaccia, uno scarto naturale nella produzione di vino, il quale è a sua volta costituito da bucce, semi e raspi dell’uva.

La realizzazione di quella che in origine era “solamente” un’idea di Giampiero Tessitore la si deve al Grape Leather, un team guidato da Rossella Longobardo e composto dall’ideatore stesso, Francesco Merlino e Valentina Longobardo.

Tessitore, un architetto milanese, nel 2014 aveva iniziato a collaborare con dei Centri di Ricerca specializzati per analizzare diverse fibre vegetali nelle loro caratteristiche fisiche e meccaniche, in modo da comprendere se e come potessero essere trasformate in materiali ecologici.

Lo studio aveva portato ad individuare proprio nelle bucce e nei semi dell’uva gli elementi più adatti per realizzare una pelle vegetale e al 100% ecologica.

Wineleather, infatti, rispetto alle pelli alternative nate e sperimentate negli ultimi anni, non solo si distacca completamente dal settore della pelletteria tradizionale ancora strettamente connesso con l’industria zootecnica, ma si accosta anche ai principi del riuso e dell’impatto zero.

Dunque, non solo etica nei confronti dei tanti, troppi animali che quotidianamente ci rimettono la pelle, letteralmente, ma anche verso l’ambiente a 360°: Wineleather, utilizzando qualcosa che altrimenti sarebbe un rifiuto irrecuperabile, contemporaneamente non necessita di altre sostanze altamente chimiche e inquinanti, come il petrolio invece usato per le pelli sintetiche.

Per questo quella di Tessitore e della sua società Vegea, nata nel 2016 ed incentrata proprio sulla produzione di pelli vegetali sostenibili ed ecologiche, è stata decretata dalla H&M Foundation come l’idea vincente in assoluto: 300mila euro l’ammontare del premio, più un anno di incubazione e consulenza fornito dalla fondazione stessa, in collaborazione con Accenture e Kth Real Institute of Technology di Stoccolma, per aiutare l’azienda a sviluppare le proprie idee.

“E’ un premio importante che ci proietta nel mondo del fashion con grande forza” ha dichiarato Tessitore, spiegando poi che “nel mondo, ogni anno, vengono prodotti 26 miliardi di litri di vino”; inoltre “da questo processo produttivo possiamo ricavare quasi 7 miliardi di kg di vinaccia, che noi trasformiamo in una materia prima dal grande valore aggiunto, e la utilizziamo per produrre ogni anno 3 miliardi di metri quadrati di Wineleather”.

Cifre importanti, che aprono la strada all’ecosostenibilità e al cruelty-free, dando per obsolete e niente affatto green le vie cosiddette tradizionali.

Un altro punto focale, ad esempio, è il consumo dell’acqua:  per un metro quadro di pelle animale ne servono ben 240 litri, mentre per una pelle di questo tipo praticamente il consumo si azzera.

(Foto: http://www.vegealeather.com)

No comments

*