A Firenze, a Giugno, il primo raccolto di cannabis per uso terapeutico

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FIRENZE (di Chiara Bini) – Tra i molti primati della Toscana, uno dei più recenti e discussi è l’apertura alla distribuzione di cannabis a uso terapeutico. Il prossimo mese di Giugno, presso l’Istituto farmaceutico militare di Firenze, si terrà la prima raccolta della prima coltivazione legale e autorizzata di questa pianta in Italia. A dare il via è stato l’accordo siglato a Settembre 2014 dal Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e della Salute, Beatrice Lorenzin; il 2 Febbraio scorso il Presidente della Regione Enrico Rossi ha ufficializzato l’uso terapeutico di tali sostanze in Toscana.

La coltivazione attualmente in atto rientra in una prima fase sperimentale: il materiale raccolto, cioè i fiori femminili delle piante e le resine da essi prodotti (da cui si ricavano marijuana e hashish), sarà sottoposto ad analisi di laboratorio e solo successivamente essiccato, trattato in modo da abbattere eventuale carica batterica e infine distribuito alle farmacie. Per poter usufruire di tali prodotti è sufficiente la prescrizione del medico curante, come per qualunque altro tipo di farmaco. Nessun costo a carico dei pazienti: il Servizio Sanitario Regionale provvederà a fornirla gratuitamente.

Un passo avanti importante, nonché un grande risparmio per le casse dello Stato. Attualmente la cannabis usata a fini terapeutici in Italia è importata dall’Olanda al costo di circa 15 Euro al grammo: la produzione autonoma fiorentina elimina la spesa dell’acquisto e del trasporto dall’estero. Il tipo di pianta coltivato, inoltre, è stato selezionato dal CNR di Rovigo ed è lo stesso che fino ad adesso è stato acquistato nei Paesi Bassi ed utilizzato per produrre il Bedrocan, il farmaco cannaboide più diffuso in Europa. Ulteriore vantaggio è la possibilità di poter controllare costantemente la produzione e mettere a disposizione dei pazienti prodotti che contengano una quantità di principi attivi costanti per ciascuna dose. Il processo, infine, consente una disponibilità continuata e costante del farmaco.

A sostenerne l’efficacia farmacologica, studi e ricerche che hanno rilevato non solo effetti palliativi, cioè che i derivati della cannabis siano in grado di tenere sotto controllo il dolore provocato dalla malattia, ma anche curativi. Nel 2009 l’Università Complutense di Madrid ha pubblicato sul Journal of Clinical Investigation una ricerca che dimostra come il THC (principale agente psicoattivo della cannabis) abbia portato alla guarigione topi affetti da tumore, inducendo le cellule malate ad autodistruggersi.

La sperimentazione in questo settore continua nel mondo e adesso anche la Toscana darà il proprio contributo a una ricerca che come unico scopo ha il miglioramento della qualità della vita dei pazienti.

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