Accusato di rapina, difeso dall’avvocato Fusi è stato assolto per non aver commesso il fatto

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LUCCA – Era stato accusato di aver commesso una rapina all’ufficio postale di Marlia in via Paolinelli la mattina del 11 maggio di 5 anni fa. Secondo gli inquirenti, assieme ad un complice rimasto ignoto, avrebbe minacciato la direttrice per farsi aprire la porta dell’ufficio tenendola poi in ostaggio assieme alla donna delle pulizie e ad altri 4 dipendenti. In quel frangente il rapinatore e il complice avrebbero atteso lo sblocco della cassaforte e dei Postamat a tempo e sarebbero fuggiti con un bottino ingentissimo: oltre 100 mila euro. Marco Marotta, 37 anni, romano del quartiere Tuscolano, difeso dall’avvocato Emanuele Fusi del Foro di Lucca, arrestato a fine 2010 per la tentata rapina finita nel sangue all’ufficio postale di Borgo a Mozzano (morì il capo della gang Mario Tomaselli, 38 anni, ucciso da tre colpi sparati da una guardia giurata che aveva risposto alle reazione del malvivente) e condaanato per quella vicenda a 5 anni di reclusione e 2000 euro di multa per quella rapina all’ufficio postale di Marluia, è stato assolto per non aver commesso il fatto dal Giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci, a seguto di istanza di rito abbreviato da parte della difesa. La Procura – l’indagine era stata svolta dal sostituto Giuseeppe Amodeo, ma in udienza camerale c’era il sostituto Fabio Origlio – aveva chiesto per l’imputato di rapina una condanna a 9 anni di relcusione, ridotta a 6 anni per il rito abbreviato.

Ad attribuirgli il colpo all’ufficio postale di Marlia erano stati i carabinerti del reparto investigativo in virtù, tra l’altro, di evedenti analogie tra il colpo andato male alle poste di Borgo a Mozzano e quello, riuscito, nel maggio 2010 in via Paolinelli.

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