Acquedotto del Nottolini più efficiente dopo il restyling dei serbatoi

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LUCCA – E’ l’acquedotto storico di Lucca che serve 20 fontane di acqua oligominerale di qualità. L’acqua che sgorga dalle sue numerose sorgenti che si trovano sul versante lucchese delle colline pisane adesso hanno un luogo di raccolta ancora più funzionale e sicuro dopo i lavori di manutenzione straordinaria che Geal ha svolto nelle ultime settimane.

Per presentare alla stampa e alla città le opere di miglioramento fatte da Geal si è svolta oggi (martedì 4 novembre) una conferenza stampa presso l’area delle Parole d’Oro di Guamo che ospita la fonte dell’acquedotto. Hanno partecipato il sindaco e l’assessore all’ambiente del Comune di Lucca Alessandro Tambellini e Francesco Raspini; il presidente, l’amministratore delegato e il responsabile dell’Acquedotto di Geal Giulio Sensi, Andrea De Caterini e Massimo Cosci.

“Da amministratori e cittadini conosciamo bene quale sia l’enorme valore dell’acqua -ha detto il sindaco Alessandro Tambellini- inteso come bene comune e che appartiene all’intera collettività. Prendersi cura dell’acqua dunque, attraverso interventi mirati come quello che presentiamo oggi insieme a Geal, ha un significato non solo concreto, ma anche direi fortemente simbolico, che oltretutto si inserisce in un luogo, quello delle Parole d’Oro, che siamo impegnati a valorizzare ulteriormente anche dal punto di vista di una più ampia fruizione”.

“Il valore storico di questo luogo -ha aggiunto il presidente di Geal Giulio Sensi- non rimane appeso al passato, ma è un patrimonio sempre più sentito dal territorio. Geal investe risorse e cure quotidiane per assicurare ai cittadini lucchesi la possibilità di usufruire gratuitamente di venti punti di approvvigionamento di acqua di alta qualità, senza necessità di ulteriori impianti di affinamento”.

“Incrementare l’utilizzo dell’acqua pubblica -ha osservato l’assessore all’ambiente Francesco Raspini- significa produrre una progressiva diminuzione dell’utilizzo della minerale imbottigliata, con risparmi per le famiglie e con una diminuzione progressiva del rifiuto prodotto. Anche per questo riteniamo fondamentale intervenire per salvaguardare e ottimizzare l’impiantistica esistente”.

I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE – Le opere di manutenzione straordinaria hanno interessato il serbatoio, formato da due ampie vasche non comunicanti, il vano contiguo alle stesse, utilizzato come camera di manovra e un torrino a valle dove è attualmente ubicato l’impianto di disinfezione a raggi ultravioletti.

“L’intervento si è reso necessario -ha spiegato l’amministratore delegato di Geal Andrea De Caterini- per ripristinare e riportare alla piena efficienza le strutture murarie, idrauliche e le opere tecnologiche, elettriche ed elettroniche dei manufatti, al fine di consentire una gestione più efficiente ed economica dell’acquedotto”.

I lavori si sono svolti con interventi mirati al consolidamento delle strutture, al ripristino della impermeabilità delle vasche, alla sostituzione di tubazioni vetuste e ammalorate -dalla ghisa grigia siamo passati all’acciaio inox AISI316. Oltre a questo è stato realizzato ex-novo l’impianto elettrico e del sistema di telecontrollo mirato al monitoraggio delle portate e dei livelli delle vasche e della qualità dell’acqua erogata. Infine sono state eseguite opere per la messa in sicurezza sia interna che esterna dei fabbricati, grazie alla posa in opera di scale con apposita protezione anti-caduta e ringhiere.

L’intervento di Geal per il rinnovo dei serbatoi è costato 84.000 euro ed è durato circa 7 mesi. Si è svolto senza che la fornitura di acqua alla cittadinanza venisse interrotta. A progettare e dirigere i lavori è stata la Geal stessa e parte delle opere sono stare eseguite avvalendosi di personale interno.

LA STORIA DEL SERBATOIO – Lorenzo Nottolini aveva ideato e diretto la costruzione l’acquedotto ( dal 1822 al 1832) senza alcun serbatoio, quindi questo manufatto che oggi si rivela indispensabile per una corretta distribuzione funzionale risale ad un periodo a lui successivo. L’esigenza di avere un serbatoio di compenso è contemporanea ai primi studi finalizzati all’ampliamento della rete nel cento storico e nell’immediata periferia conseguente all’incremento demografico, ossia nel 1885.

L’attuale serbatoio venne costruito dopo la decisione assunta dalla Giunta Municipale del 7 marzo 1910, unitamente alle altre opere che presuppongono l’abbandono della condotta esistente sopra gli archi. I particolare vennero costruiti e resi possibili: una nuova ed unica tubazione di adduzione tra il serbatoio e il tempietto di S. Concordio; un filtro per la depurazione delle acque; la captazione di alcune sorgenti lungo il Rio di Valle e il Rio S. Quirico.

Il progetto del serbatoio portava la firma dell’ing. Domenico Benedetti, capo dell’Ufficio Tecnico comunale in quel periodo e aveva lo scopo di distribuire tutta l’acqua disponibile, quantificata “in  30 litri al giorno pro-capite per i 22.325 abitanti”. Già nel 1981, il serbatoio era stato oggetto di nuovi lavori di restauro conservativo.

 

 

 

 

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