Adesione totale allo sciopero alla Coop Fanin

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BARGA – Monete sullo zerbino dell’ingresso, un paio di mutande e un messaggio scritto: “Prendetevi anche questi!”. La protesta dei lavoratori della cooperativa Fanin di Fornaci di Barga, in sciopero oggi per otto ore, ha avuto toni sarcastici nei confronti degli organismi dirigenti, assenti in azienda.
In tanti si sono ritrovati all’esterno della cooperativa, grazie anche alla presenza dei compagni di Kme di Fornaci e di Polo Nautico di Viareggio, che hanno partecipato per dimostrare la loro solidarietà.
Indetto dalla Rsu della Fanin, lo sciopero è perfettamente riuscito ed è una delle forme di protesta messe in atto contro l’assurda richiesta del taglio degli stipendi avanzato dalla dirigenza. Dall’inizio di febbraio i lavoratori hanno proclamato anche il blocco degli straordinari che invece prima erano la norma, soprattutto in alcuni reparti, malgrado ci siano ancora alcuni lavoratori in cassa integrazione in deroga.
Dagli ultimi incontri fra la Rsu e la dirigenza, si è appreso addirittura che ci sarebbero ben 11 esuberi, nonostante il sacrificio accettato dai lavoratori con la firma dell’ultimo accordo (agosto 2014) che ha previsto un taglio del 16% del salario. Una rinuncia già significativa per chi vive del proprio lavoro e deve mantenere una famiglia!
Ma non è bastato: come previsto, i problemi della cooperativa non si sono risolti – complice certamente anche la crisi economica generale – e oggi la dirigenza vorrebbe prolungare nel tempo la riduzione dello stipendio dei lavoratori che così, in media, continuerebbero a riscuotere intorno ai mille euro mensili.
Ora basta! Non siamo disposti ad accettare questo ulteriore sacrificio che rischia fortemente di non risollevare le sorti della cooperativa, mentre di sicuro metterebbe in ginocchio molte famiglie.
“Questa cooperativa è molto importante per la Garfagnana, occupa circa 90 addetti, ma da tempo è in sofferenza – ha spiegato Mauro Rossi, segretario della Fiom Cgil della provincia di Lucca, presente allo sciopero – e la Presidenza ha pensato di risolverli soltanto riducendo gli stipendi, senza proporre un piano industriale né una riorganizzazione o investimenti. Ci auguriamo che questo sciopero serva a far riflettere chi di dovere”.
Marco Brogi, delegato Fiom della Rsu, ha sottolineato che le cause della difficoltà della Fanin non sono state esplicitate chiaramente, mancando così la necessaria trasparenza. In parte però derivano dal ritardo nei pagamenti a carico del principale committente, ovvero la vicina Kme. “La banca anticipa i soldi per pagare gli stipendi, ma chiedendo in cambio interessi fino a 170mila euro annui”.
Fabio Bertei, coordinatore della Cgil garfagnina, ha ricordato che la crisi ha colpito duramente la Valle del Serchio, dal settore edile alla Kme, alla Corghi di Pieve Fosciana dove presto inizierà il contratto di solidarietà. “Mancano le risposte da parte delle istituzioni e del mondo politico e i lavoratori sono lasciati soli, sostenuti unicamente dal sindacato, nella difesa del loro lavoro e del loro salario. In Garfagnana dobbiamo rimettere al centro della discussione il lavoro e i diritti”.
Infine Antonio Di Natale, delegato Fiom, ha lanciato un appello diretto al presidente della Fanin: “Oggi siamo qui in sciopero, tu non ci sei e questo ci dispiace molto. Non è possibile che non si trovi un accordo, cerca di venire incontro a tutti noi lavoratori per trovare una soluzione!”.

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