“Affinchè l’ordine non muoia”, il Sap: “Poliziotti ridotti di 40mila unità in pochi anni”

0

AREZZO – “Affinchè l’ordine non “Moja”. Perdonate il gioco di parole iniziale, non è certamente mia intenzione augurare la morte ad alcuno, si voleva con un po’ di ironia richiamare l’attenzione su un problema divenuto improcrastinabile, citando i massimi responsabili a livello provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica, il Prefetto ed il Questore di Arezzo“. La nota stampa, che riportiamo integralmente, è a firma del segretario provinciale del Sap, Antonio Claudio Gibelli: “Da anni, ormai, siamo abituati a sentir parlare di “crisi”, con tutto ciò che ne consegue: tagli, aumenti delle tasse riduzione dei servizi ecc. Il cittadino si lamenta, impreca ma, poi, alla fine, si dimentica di tutto con la speranza che, forse, si sia trattato solo di chiacchiere. Purtroppo, almeno per quanto riguarda la sicurezza, la gestione dissennata di questa recessione ha portato a conseguenze tangibili, sia sotto il profilo dei numeri, che sotto quello conseguente della sicurezza percepita dai cittadini. A fronte di una criminalità sempre più agguerrita ed organizzata, lo Stato Italiano ha deciso che ci sono troppi tutori dell’ordine, riducendone il numero di 40.000 unità nel giro di pochi anni. Ma ciò che più sbalordisce è che, a monte di questa operazione, non vi sia stato nemmeno il pensiero di riorganizzare queste forze di Polizia, al fine di rendere meno indolore la cura dimagrante. Tutto continua come se niente fosse: stessi uffici, stessi 7 corpi di Polizia, con una dispersione di risorse stimata intorno al 40%. Anche ad Arezzo questa amara realtà ha portato i suoi frutti, attualmente una sola “Volante” pattuglia la città insieme ad un equipaggio dei Carabinieri, una situazione aberrante, che pone seriamente a rischio l’incolumità degli operatori di Polizia e che fornisce un servizio insufficiente alla popolazione. Ma il fatto veramente grave è che, di fronte a tale situazione disastrosa, i massimi vertici istituzionali di questa città rimangano in un silenzio disarmante. Il trincerarsi dietro alle solite scuse della “mancanza di personale”, infatti, non costituisce una valida giustificazione, il S.A.P. ritiene che, anche a livello locale si possa fare molto per garantire una maggiore tranquillità operativa ai Poliziotti aretini ed un migliore servizio alla cittadinanza. Proprio per questo, lo scorso ottobre, questo Sindacato aveva scritto una lettera al Prefetto Saverio Ordine, proponendo soluzioni pratiche al fine di reperire immediatamente risorse umane da impiegare sul territorio. Si trattava di chiudere il corpo di guardia ed il centralino della Prefettura, servizi istituiti in tempo di vacche grasse, che attualmente non ha più senso mantenere in vita. Oltretutto, il Prefetto ha a disposizione altri due Poliziotti per la sua “tutela”. In tutto, si tratta di circa 15 dipendenti che, forse, sarebbe il caso di impiegare più proficuamente. Il mantenimento di vecchie guarentigie non può più essere tollerato e, soprattutto i vertici, dovrebbero dare l’esempio in un momento storico in cui si chiedono sacrifici a tutti gli Italiani.  Purtroppo la lettera del S.A.P. non ha avuto risposta e, pertanto, ho deciso di fare un pubblico appello, affinché la cittadinanza, le forze politiche e le associazioni di categoria siano portate a conoscenza di questa raccapricciante situazione. L’ordine, con un po’ di impegno, può essere ristabilito, ed i rappresentanti delle istituzioni dovrebbero avere l’onestà intellettuale di riconoscere le ragioni di chi, prima di essere Sindacalista, è un Poliziotto”.

No comments

*