Aggredirono i tifosi in autostrada, 12 obblighi di soggiorno

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FIRENZE – Aggredirono un gruppo di tifosi veronesi all’area di servizio “Chianti Ovest”. La Polizia esegue 12 misure cautelari nei confronti degli ultrà bresciani. Ieri la Digos ha eseguito 12 ordinanze di misura cautelare dell’obbligo di soggiorno a carico di altrettanti tifosi del Brescia emesse dal G.I.P. del Tribunale di Firenze,  Paola Belsito, su richiesta del pm Eligio Paolini della Procura della Repubblica di Firenze.
Gli indagati sono ritenuti responsabili dell’aggressione avvenuta lo scorso 27 settembre all’Area di Servizio “Chianti Ovest” dell’A1, dove numerosi ultrà della squadra di calcio del Brescia, diretti a bordo di pullman presso il capoluogo umbro per assistere all’incontro “Perugia – Brescia”, aggredirono i tifosi del Verona, diretti invece verso la capitale per l’incontro “Roma-Verona”.
Le misure, che obbligano i 12 supporters bresciani a non allontanarsi dal comune di residenza, riguardano i reati di violenza, minaccia e resistenza a Pubblico Uffiiciale, lesioni personali, violenza privata, danneggiamento, detenzione di armi od oggetti atti ad offendere, commessi in occasione di manifestazioni sportive ed in concorso tra loro.
Nell’ordinanza il G.I.P. sottolinea la pericolosità dei soggetti, i quali già nell’area di servizio di Cantagallo cercavano lo scontro con alcuni tifosi veronesi – evitato solo grazie all’intervento del personale di Polizia di scorta – ottenendolo poi nell’area di servizio successiva.
Le misure cautelari scaturiscono dall’attività investigativa immediatamente intrapresa dalla Polizia di Stato attraverso il lavoro coordinato delle DIGOS di diverse Questure (Firenze, Perugia, Brescia e Verona) che ha consentito di individuare ed identificare il gruppo di cui facevano parte gli aggressori e successivamente, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Firenze, di enucleare le singole responsabilità.
Infatti, attraverso l’attenta analisi delle immagini dell’impianto di video-sorveglianza dell’autogrill e di quelle realizzate, mediante un telefono cellulare, da un agente impiegato di scorta agli ultras bresciani sono state individuate le precise condotte ascrivibili ai 14 ultras bresciani ( due dei quali minori e quindi non destinatari di misure cautelari) appartenenti al gruppo “Curva Nord Brescia”. Le immagini analizzate descrivono un’aggressione violenta attuata anche mediante strumenti di fortuna, come le cinture dei pantaloni.
Fondamentale, inoltre, l’attività di identificazione compiuta dalla Polizia a Perugia nel pomeriggio stesso, al momento dell’arrivo dei pullman dei bresciani, che ha permesso di risalire all’identità di molti degli indagati grazie al confronto dei vestiti indossati.
Molti dei 12 ultrà risultano avere precedenti specifici per reati commessi in occasione di incontri di calcio e pertanto già destinatari di provvedimento DASPO.

Per i fatti del 27 settembre si ricorda che i 12 ultras sono stati già sottoposti nei mesi scorsi a DASPO per una durata variabile dai cinque agli otto anni, a seconda della situazione personale pregressa, mentre per altri 46 tifosi è stato applicato il “DASPO di gruppo” della durata di un anno, perché, pur non assumendo un ruolo di direzione, tennero una condotta tale da stimolare, rafforzare e dare maggiore senso di sicurezza all’azione che il gruppo portava a termine.

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