“Agguato di stampo squadrista”. Se ne parla in Consiglio Comunale

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LUCCA – Fatti inquietanti, quelli accaduti a Lucca domenica 26 ottobre. Finiti, stasera, in Consiglio Comunale. Durante l’Assise è stata presentata una raccomandazione di Beatrice Piantini di Sel, sostenuta dalla Federazione della Sinistra, affinché la giunta affrontasse la situazione di tensione venutasi a crearsi, ricordando che un’istituzione repubblicana deve portare i principi dell’antifascismo con sé, e non soltanto per le commemorazioni istituzionali.

“Vogliamo che sia fatta chiarezza, perché non tollereremo altri episodi di violenza in città”, ha assicurato il sindaco Alessandro Tambellini, rivolgendo un appello alle Forze dell’Ordine.

“A meno di 24 ore dopo l’apertura della nuova sede di Casapound Lucca – si legge nella nota di Lucca antifascista, pubblicata anche su Facebook, che spiega l’accaduto – si è verificato a pochi metri di distanza dalla stessa un agguato di chiaro stampo squadrista. Già nella notte la zona di porta dei borghi, in fondo a via Fillungo, è stata imbrattata con scritte intimidatorie, fasci littori e adesivi di Casapound, che sono stati prontamente rimossi dai presenti. Attorno alle 20 una dozzina di militanti di Casapound si sono recati nella zona della Porta in cerca degli attivisti considerati responsabili del volantinaggio antifascista del giorno prima. Trovati alcuni dei partecipanti – tre ragazzi – all’iniziativa spontanea del giorno prima, questi vengono accerchiati, appellandoli con dichiarazioni perentorie come: “Questa zona è nostra”, “i compagni non devono girare qui”, e scatenando una reazione da cui nasce una colluttazione. I tre ragazzi, data la palese inferiorità numerica, si difendono come possono. Il bilancio non è particolarmente grave: tutto finisce senza che siano riportate gravi contusioni, ad esclusione di un attivista colpito al volto da un calcio e due pugni. Durante la serata sono continuate intimidazioni ad altri ragazzi e nella notte i militanti di Casapound hanno continuato ad imbrattare la zona circostante. A poche ore dall’inaugurazione della loro sede, i militanti neofascisti sono già riusciti ad organizzare intimidazioni ed aggressioni con il chiaro scopo di intimorire il quartiere e reprimere qualsiasi forma di dissenso. Cani da guardia di un potere ormai in decadenza, servi del capitale finanziario e di un concetto di corporazione ormai condannato dalla storia, i fascisti sono oggi usati come strumento di controllo e repressione nei confronti di chi ogni giorno subisce ed affronta con coraggio la crisi economica. La stessa retorica della “guerra tra bande” che nei prossimi giorni sentiremo sicuramente sventolare dalle testate giornalistiche locali, vuole far passare ai lettori il messaggio che gli unici cittadini buoni sono i “consumatori” che evitano ogni giudizio etico sulla gestione della città. Chi ci paragona ai fascisti o chi chiude un occhio di fronte a tali provocazioni è la prima vittima della loro propaganda reazionaria. Una propaganda che, riempiendosi la bocca con un concetto completamente distorto di “legalità”, soffoca chi si batte per solidarietà ed autogestione, recupero e riuso di beni comuni, e favorisce chi – coperto da disponibilità finanziaria – affitta “legalmente” una sede, dalla quale calpestare la carta costituzionale ed organizzare spedizioni squadriste nel quartiere. Consentire loro agibilità politica significa rinunciare alla nostra libertà”.

Ben diversa, al contrario, la ricostruzione fatta da Fabio Barsanti di Casapound: “Preso atto della diffusione di un comunicato di sigle appartenenti alla sinistra radicale all’interno del quale si fornisce una versione dei fatti non corrispondente alla realtà circa l’episodio di ieri sera, dichiaro quanto segue: Chiunque dia credito a ricostruzioni di parte, false e diffamatorie, sulla partecipazione del sottoscritto ad ‘un agguato di chiaro stampo squadrista’, riportando il mio nome e questa versione sugli organi di stampa, se ne assumerà la responsabilità dal punto di vista legale, costringendomi ad adire le vie legali per diffamazione. Non vi è stata alcuna ‘azione squadrista’ in via Michele Rosi. Quei due locali vengono frequentati abitualmente dal sottoscritto. Semplicemente, ieri sera, gli stessi che sabato hanno tenuto in scacco l’intero quartiere con la volontà di disturbare ed impedire la nostra inaugurazione, hanno ritenuto di continuare la provocazione facendosi trovare in gruppo, offendendo e accendendo la miccia della discordia. Fortunatamente tutto si è risolto con qualche parola di troppo e niente di rilevante. CasaPound Italia non ha niente a che fare con le scritte comparse nel quartiere nella notte tra domenica e lunedì. È palese e scontato come un atto del genere, tanto stupido quanto inutile, crei maggior danno alla nostra associazione che ad altri. L’ipotesi più verosimile, anche e soprattutto sulla base di diversi precedenti già visti in varie parti d’Italia, è che possano essere opera degli stessi appartenenti all’estrema sinistra. Estrema sinistra che, brancolante nel buio e dagli ormai inesistenti contenuti, cerca di risucchiare CasaPound Italia in una strada verso il basso, fatta di tensione e clima da scontro. Personalmente, ho già portato la mia solidarietà agli esercenti ‘colpiti’ da questo idiota gesto. Nei cinque anni di nostra permanenza nel quartiere siamo stati vittime di ben cinque atti di vandalismo nei confronti della vecchia sede; la nostra risposta è sempre stata quella di un aumento delle iniziative e della raccolta fondi per la riparazione della stessa. È sempre stato nostro interesse coltivare una convivenza armoniosa con gli abitanti dello stesso, tanto da inaugurare il nostro nuovo spazio sempre qui, nei Borghi. Chi ha interesse ad innalzare il clima di tensione non siamo noi; per CPI parlano le iniziative e i contenuti. Tutto il resto è propaganda da parte di chi i contenuti evidentemente non li ha”.

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