Al 240° anniversario del Corpo della GdF il consuntivo dei primi 5 mesi dell’anno 2014

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Nella Caserma Fontanelli sede del Comando Interregionale dell’Italia Centro Settentrionale – alla presenza del Generale di Corpo d’Armata Michele Adinolfi, un Reparto di Ufficiali, Ispettori Sovrintendenti, Appuntati e Finanzieri in rappresentanza delle Fiamme Gialle di tutta la Toscana, celebra i 240 anni della fondazione della Guardia di Finanza. Dopo l’alzabandiera solenne sulle note dell’inno di Mameli, verranno ascoltati il messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’ordine del giorno speciale del Comandante Generale – Gen. C.A. Saverio Capolupo.

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E’ questa l’occasione per fare un consuntivo dell’attività svolta dai Reparti toscani nei primi 5 mesi del 2014 a tutela dell’economia legale e del corretto funzionamento delle regole del mercato, prioritariamente orientata al concreto recupero di risorse sottratte al bilancio dello Stato, dell’Unione Europea, della Regione e degli Enti locali, con un approccio investigativo “trasversale” tipico di una forza di polizia economica e finanziaria.

Lotta all’evasione fiscale

Le indagini sui casi di evasione più gravi sono sfociate nella denuncia alle Procure della Repubblica di 276 persone, di cui 6 colpite da ordinanze di custodia cautelare.

35 le persone deferite all’Autorità Giudiziaria, 3 quelle tratte in arresto, per emissione di fatture false per oltre 13,7 milioni di euro. 14 i denunciati per omessi versamenti Iva per 16,4 milioni.

Tra i casi particolari:

–    quello scoperto a Montecatini, dove è stato individuato ed arrestato il titolare di ben 11 Partite Iva operanti nei più svariati settori, intestate a ditte risultate inattive e prive di strutture, utilizzate solo per emettere false fatture a favore di 40 aziende che così abbattevano il “carico” fiscale;

–    nel Valdarno, due imprese edili collegate al “clan dei Casalesi” annotavano costi di manodopera fittizi per oltre 10 milioni;

–    nell’aretino a due imprenditori che gestivano il noleggio di videogiochi e slot machine sono stati sequestrati beni per 325.000 euro perché negli ultimi tre anni hanno omesso di dichiarare circa 2 milioni di euro.

348 gli interventi nei confronti di evasori totali che sono stati verbalizzati dall’inizio dell’anno perché non avevano presentato nessuna dichiarazione dei redditi ed IVA.

Nell’ambito dei controlli delle attività libero-professionali emerge l’esito della verifica fiscale ad un dentista che non ha dichiarato al fisco ricavi per un totale di 1.200.000 euro. Nei suoi confronti è scattato il sequestro di beni per 476.000 euro.

139 i contribuenti che hanno versato nelle casse dell’Erario le imposte evase, per un imponibile netto di oltre 14 milioni, avvalendosi dell’istituto dell’adesione diretta ai verbali redatti dai Finanzieri toscani al termine delle verifiche fiscali.

Accanto alla lotta alle frodi, l’attività di contrasto all’economia sommersa ha portato alla scoperta di 586 lavoratori in nero o irregolari presso 167 imprese, per le quali sono stati accertati mancati versamenti di ritenute e contributi pari a 3 milioni di euro.

I controlli in materia di scontrini e ricevute fiscali sono stati 14.823, il 21% dei quali irregolari.

La strategia della fermezza nei confronti dei “grandi evasori” si è tradotta nell’individuazione di 28 milioni di beni patrimoniali accumulati illecitamente, di cui 19,4 milioni già bloccati su ordine della Magistratura, ai fini del recupero delle imposte dovute.

53 gli interventi di contrasto alle frodi nel settore delle accise, dove si segnala la recente scoperta di un’associazione a delinquere “transnazionale” dedita all’illecita commercializzazione di prodotti petroliferi di contrabbando, con l’arresto di 19 responsabili, il sequestro di 143.000 litri di gasolio e l’accertamento di imposte evase per oltre 2 milioni di euro.

Lotta agli sprechi di denaro pubblico

157 persone ritenute responsabili di danno erariale, per un ammontare complessivo pari a 38 milioni di euro, segnalate alla Magistratura Contabile. Di particolare rilievo il danno al Servizio Sanitario Regionale per oltre 3 milioni relativo a 70.000 prestazioni erroneamente codificate come esenti.

In tema di appalti è recentissima l’operazione delle Fiamme Gialle di Massa Carrara, che hanno segnalato all’Autorità Giudiziaria 11 persone per “turbata libertà degli incanti”, funzionari pubblici ed imprenditori del settore costruzioni, per l’aggiudicazione di un appalto senza la pubblicazione del bando previsto dalla legge, per 400.000,00 euro.

Sono state accertate frodi in danno delle finanze pubbliche per più di 1,5 milioni di euro, a causa  di truffe di contributi comunitari, nazionali e regionali.

A fianco di tali illeciti più rilevanti, non mancano quelli per importi minori, ma non meno gravi: è il caso dei 189 “finti poveri” scoperti e delle 140 persone verbalizzate per aver indebitamente fruito di prestazioni sanitarie in esenzione del ticket, che evidenzia come l’uso di presentare false autocertificazioni dei redditi e dei patrimoni al fine di ottenere indebitamente agevolazioni pubbliche non sia un fenomeno marginale.

Aggressione dei patrimoni della criminalità economica e organizzata

Sono 521 le indagini patrimoniali sviluppate quest’anno nei confronti di soggetti e società collegati alla criminalità organizzata, da cui sono scaturite proposte di sequestro per 43,6 milioni di euro. E’ di 32 milioni il valore dei beni sequestrati, a cui si aggiungono confische per 1,8 milioni.

Su questo fronte è proprio di stamane l’esecuzione della prima misura di prevenzione patrimoniale emessa dal Tribunale di Firenze, ai sensi del Codice Antimafia. Un’ordinanza di sequestro e contestuale confisca di beni per 1,5 milioni di euro, a carico di un soggetto di etnia cinese amministratore di un’agenzia di money transfer di Sesto Fiorentino.

La lotta al riciclaggio di denaro si è tradotta nell’approfondimento investigativo di 652 segnalazioni per operazioni sospette e nell’esecuzione di 90 indagini con la denuncia di 71 persone, di cui 13 tratte in arresto.

Per usura sequestrati 130.000 euro e 5 persone denunciate, di cui 2 arrestate perché prestavano denaro ad imprenditori pratesi in crisi di liquidità richiedendo interessi sino al 330%.

81 i denunciati per bancarotta fraudolenta, tra i quali 14 colpiti da ordinanze di custodia cautelare. Segnano l’attuale critica congiuntura i casi di: bancarotta e truffa per 750.000 euro alla Regione ordite da tre persone della provincia di Pisa (tutte tratte in arresto), per presunti danni subiti nell’alluvione del Serchio del 2009 e per “distrazione” di centinaia di migliaia di euro; l’arresto a Viareggio del truffatore seriale che acquistava beni senza pagare i fornitori e li rivendeva incassandone profitti a costo zero, omettendo di presentare le dichiarazioni reddituali; la bancarotta pre-fallimentare scoperta a Pontedera dove un’enoteca acquistava vini pregiati e champagne con assegni a vuoto trasferendo all’estero i guadagni: 4 persone denunciate, di cui 2 in arresto, con il sequestro di beni per 1.100.000 euro.

Lotta ai traffici illeciti

Sequestrati 280.000 prodotti con marchi contraffatti o usurpativi del “made in Italy”, con la denuncia di 165 persone e l’arresto di 5. Sono stati altresì sequestrati oltre 9 milioni di mq di tessuti.

E’ continuata l’azione di contrasto al fenomeno dei cosiddetti “capannoni alveare” con 44 ditte controllate di cui 30 sequestrate, per una valore di oltre 7 milioni di euro; 742 macchinari bloccati e 32 clandestini individuati. 45 i responsabili di etnia cinese denunziati all’Autorità Giudiziaria.

1.100 gli interventi antidroga del 2014, 373 le persone verbalizzate, di cui 96 denunciate alla Autorità Giudiziaria. 56 gli arresti per traffico di sostanze stupefacenti con il sequestro di Kg. 323 di sostanze stupefacenti tra hashish (235 kg), cocaina (48 kg) ed altre sostanze.

Tutela dell’Ambiente

Conclusi 29 interventi, 4 le denunce all’A.G. con il sequestro di 3.500 Kg. di rifiuti, di cui 2.900 kg speciali, e di 26 veicoli. Scoperto e sequestrato all’Elba un porticciolo turistico abusivo.

Individuato a Prato un capannone dove veniva svolta l’attività di gestione di rifiuti tessili senza autorizzazioni: 1000 metri cubi di scarti tessili sequestrati insieme alla struttura ed ai mezzi per la movimentazione dei rifiuti.

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