Amianto tra i granelli di sabbia negli stabilimenti di Massa Carrara: si cercano i responsabili

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MASSA CARRARA (di Marta Del Nero) – Eternit sotto la sabbia nelle spiagge di Massa Carrara, in uno dei tratti più belli e turistici della costa, usato a mo’ di discarica.

E’ quanto è stato trovato nei giorni scorsi al bagno Irene in località Poveromo, a pochi passi da Forte dei marmi: 5 tonnellate di lastre di amianto emersi in seguito a lavori di pulizia per cui la Procura di Massa Carrara ha già aperto un’inchiesta.

Sebbene non vi sia, ad oggi, alcuna pista percorribile sui possibili responsabili, la Procura ritiene che la sostanza cancerogena possa essere stata seppellita nelle dune della costa massese nei lontani anni ’70.

“Gran parte dei ristoranti e delle cabine a quel tempo erano coperti da eternit. Qualche cosa venne smaltito correttamente ma tanto materiale è sparito”. Commenta, a tal proposito, il dipendente di uno stabilimento balneare della zona.

Quello ritrovato nei giorni scorsi, inoltre, non è il primo blocca di amianto nascosto tra la sabbia: nel 2007, infatti, a seguito del rinvenimento di quintali di amianto ed altri detriti di fronte all’ex Colonia Torino (Marina di Massa), l’intervento della Guardia di Finanza portò al sequestro della zona ed alle successive analisi di Arpat che ne dimostrarono una contaminazione di ddt (cromo totale e policlorobifenili), sostanze equiparabili alla diossina per livello di tossicità.

Resta, tuttavia, il mistero della provenienza dell’eternit al bagno Irene: nel 2008, infatti, come riportato da Bruno Giampaoli (presidente di Italia Nostra Massa Montignoso) si effettuò una “caratterizzazione”delle spiagge finalizzata al rilevamento di possibili sostanze inquinanti, ma in quell’area in particolare non emerse nulla.

In attesa, quindi, che la Procura faccia luce sulla vicenda, la Regione Toscana ha previsto, entro un anno e mezzo circa, una bonifica parziale della zona ed un ulteriore caratterizzazione, per un valore rispettivamente di 320.000 e 18.000 euro.

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