Amianto in Toscana: bilancio negativo per il 2015, aumentano i casi di tumore. “Necessario agire”

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FIRENZE (di Alba Modugno) – Non manca molto al termine del 2015, dunque è tempo di bilanci. Purtroppo negativo per la Toscana è quello che riguarda le morti e l’insorgenza di patologie legate all’amianto: ad affermarlo è l’ISPO (Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica), secondo il quale infatti nella regione dal 1988 a oggi sarebbero ben 1652 i casi di mesotelioma (con una media di 60 morti l’anno) e che decine di questi sarebbero stati registrati proprio nel 2015, segnando un vero e proprio picco nella curva statistica.

E’ dunque evidente che il tema della presenza massiccia di amianto in Toscana sia diventato in questi ultimi mesi materia da affrontare con una certa urgenza, soprattutto in vista dell’assenza di un piano regionale di tutela dell’amianto. Così, lo scorso 21 Ottobre, il Consiglio Regionale ha votato all’unanimità una mozione presentata da Fattori e Sarti, i consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra, proprio per giungere alla redazione del piano da parte della Giunta.

L’intento, da un paio di mesi a questa parte, è dunque quello di “dare un’accelerata e piena attuazione” (come ha spiegato Fattori durante il Consiglio) ad una legge per la bonifica dell’amianto e la promozione del risparmio energetico, ormai risalente a due anni fa, ma sempre all’avanguardia. Infatti, con la sua applicazione, si censirebbero gli edifici pubblici e privati ed i siti industriali della regione da bonificare, si incentiverebbero anche la rimozione e la conversione ai tetti fotovoltaici e si otterrebbe la creazione di una banca dati regionale in grado di tenere tutte le azioni sotto controllo (cosa che contribuirebbe a combattere contemporaneamente le ecomafie e le operazioni di smaltimento illegali).

Certamente, in questo progetto, essenziale si fa la collaborazione dei cittadini, i quali non solo possono fare segnalazioni e richieste di intervento (tramite le aziende USL o gli uffici dell’Arpat) per la presenza di amianto in proprietà di terzi le cui condizioni di conservazione siano sospette, ma hanno soprattutto l’obbligo di verificare, nel caso in cui siano proprietari di un manufatto in amianto, lo stato di conservazione o manutenzione dello stesso, in modo da poter intervenire.

Tornando al discorso salutistico comunque, le varie Regioni, tra cui appunto la Toscana, si mobilitano per la prevenzione mediante le ASL ed i Centri Operativi Regionali, offrendo assistenza ai lavoratori un tempo esposti ad amianto, a quelli oggi a rischio poiché impegnati in attività di bonifica, nonché ai cittadini direttamente o indirettamente interessati. Infatti, i rischi per la salute che derivano dall’utilizzo di amianto e dal possibile rilascio di fibre microscopiche di esso all’ambiente, riguardano non solo coloro che hanno per anni lavorato a contatto con questo materiale, ma anche chi semplicemente ci vive vicino: le fibre di cui prima possono disperdersi nell’aria anche a causa delle intemperie ed essere dunque inalate dall’uomo, provocando patologie che colpiscono maggiormente l’apparato respiratorio ed a volte anche il tratto gastro-intestinale.

Perciò l’amianto è stato definito, sempre da Fattori e Sarti, una sorta di “killer silenzioso” che ora va fermato: “ci auguriamo che questa volta non ci sia soltanto l’ennesima approvazione da parte dell’aula regionale, ma che finalmente la Giunta applichi la sua stessa Legge, dotandola di adeguati finanziamenti”.

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