Anche il secondo carabiniere ammette il rapporto sessuale: “Era consenziente”, e scoppia in lacrime

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FIRENZE – Accompagnato dal suo legale, l’avvocato Andrea Gallori, il carabiniere più giovane, Pietro Costa, che ieri è stato ascoltato in Procura a Firenze dal pm, ha pianto ma di quanto riferito agli inquirenti poco o nulla trapela. “Non ho intuito di fare violenza”, avrebbe detto, pensando, come il collega anziano, Marco Camuffo, che il rapporto fosse consensuale. “Ho fatto un errore, una cazzata e voglio pagare – avrebbe detto -, ma solo per quello che ho fatto”.

Appurato, a questo punto, che i rapporti con le due studentesse Usa ci sono stati, come ammesso da entrambi i carabinieri, sentite due volte le ragazze, ora la parola passa ai risultati sui campioni biologici, attesi nelle prossime ore.

Sul fronte dell’indagine militare, invece, i reati contestati vanno dalla violata consegna, considerato molto grave, alle dichiarazioni false sul foglio di servizio, la violazione del territorio da controllare quando erano di pattuglia e l’abbandono della gazzella e non è esclusa per i due cc la radiazione per disonore.

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