Antonini licenziato: giovedi, a Firenze, l’appello e il presidio

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FIRENZE – Riccardo Antonini, ferroviere, di RFI Spa, che vive Viareggio e che lavorava alla manutenzione infrastruttura, è stato licenziato il 7 novembre 2011, per aver accettato di svolgere gratuitamente il ruolo di consulente tecnico ad  alcuni familiari di una delle vittime della strage ed al suo sindacato, la Filt-Cgil, nel corso delle  indagini per l’incidente probatorio sulla strage ferroviaria del 29 giugno 2009 che causò 32 morti.

Un secondo motivo del provvedimento, era fondato su presunte ‘ingiurie’ pronunciate nei confronti di Mauro Moretti – duramente contestato dalla folla, durante una festa del Pd a Genova – attribuite a Riccardo che era stato additato come protagonista e addirittura querelato dallo stesso Moretti. Nelle scorse settimane il tribunale di Genova lo ha  definitivamente proscioto da questa accusa.

Nel giudizio di primo grado, a Lucca, il giudice Nannipieri ha confermato  il licenziamento, ritenendo prevalente il ‘dovere di fedeltà’ del dipendente, rispetto al diritto-dovere  di un cittadino-lavoratore, di contribuire con la propria esperienza all’accertamento della verità nel processo penale, in cui sono ‘imputati’ – per i gravissimi fatti, avvenuti a Viareggio il 29 giugno 2009 – la stessa società ed i suoi amministratori.

Riccardo, pur diffidato a recedere dal suo ruolo, ha mantenuto, con fermezza il principio del ‘diritto civile’ di contribuire con la partecipazione diretta e l’esempio personale anche nelle aule giudiziarie, ad ottenere, verità, giustizia e più sicurezza nelle ferrovie italiane.

“Da attivista e militante, politico e sindacale, figlio di comandante partigiano, non ha esitato a  prendere posizione a favore dei soggetti più deboli e – sottolineando il cinismo di Moretti, che aveva definito la strage di Viareggio ‘uno spiacevolissimo episodio’ – ha più volte ripetuto che di fronte all’immane tragedia avvenuta quel 29 giugno, è il suo licenziamento che poteva definirsi ‘uno spiacevole episodio’ e non certo la strage di 32 vittime innocent”, scrivono i “Macchinisti in Marcia” -: ” E che se era quello il prezzo da pagare per ottenere giuistizia, l’avrebbe pagato, a testa alta e con dignità”.

Giovedì prossimo Riccardo affronterà il giudizio d’Appello presso il Tribunale di Firenze, dove contemporaneamente si terrà un presenziamento di solidarietà e sostegno a cui invitiamo tutti coloro – ferrovieri e lavoratori in primo luogo – pendolari, viaggiatori, utenti delle ferrovie e quanti hanno a cuore le libertà civili e sociali, la democrazia nei luoghi di lavoro e la sicurezza nei trasporti.

Per raggiungere la Corte d’Appello di Firenze:

– dalla stazione fs di Firenze Santa Maria Novella,  bus di linea 22, 23 o 57, direzione Novoli

– dalla stazione fs di Firenze Rifredi bus linea 5, direzione Soffiano

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