Appiccano il fuoco a 200 chili di fili elettrici, in manette due nomadi

0

PISA – Credevano che l’oscurità li potesse favorire in modo da sfuggire all’eventuale controllo delle Forze dell’Ordine, che con il buio non si sarebbero accorti della colonna di fumo che si sarebbe alzata da Coltano. Così non è stato perché da tempo i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pisa tenevano d’occhio i campi nomadi di Pisa dai cavalcavia adiacenti, in particolare di notte, per contrastare il fenomeno particolarmente diffuso anche in questo territorio della combustione illecita di rifiuti. Così nella notte appena trascorsa, verso le 2 di notte, un equipaggio del Nucleo Radiomobile appositamente comandato in servizio di osservazione, ha notato da un cavalcavia che sovrasta il campo nomadi di Coltano, un forte bagliore. Subito hanno fatto intervenire altre pattuglie che in breve hanno circondato l’area e bloccato due nomadi sorpresi a incendiare alcune matasse di fili elettrici in rame su una catasta di pneumatici. Sul posto sono subito intervenuti anche i Vigili del Fuoco di Pisa per spegnere l’incendio pericolosamente appiccato a ridosso dell’adiacente pineta e delle abitazioni ivi esistenti. Un fenomeno, quello degli incendi nei campi nomadi, molto diffuso anche nel territorio di Pisa, poiché i dimoranti, o per sbarazzarsi dei rifiuti, o per ricavare ferro e rame, appiccano incendi con il rischio di propagare le fiamme ai boschi circostanti o alle abitazioni, ma soprattutto propagando nell’ambiente fumi tossici che poi ricadono nei campi e sui centri abitati mettendo a rischio la salute della popolazione.

SONY DSC

A seguito dell’intervento, i militari hanno dichiarato in arresto i due nomadi, gravati da precedenti per reati contro il patrimonio, con l’accusa di combustione illecita di rifiuti. Il reato è stato introdotto di recente nel quadro normativo emanato dal Governo per arginare gli incendi in Campania, nella cosiddetta area della “terra dei fuochi”. Si tratta di una normativa speciale in materia di tutela ambientale che consente l’arresto in flagranza di reato. Dopo l’intervento, il materiale è stato sequestrato, mentre i due, su disposizione del Pm di turno, sono stati rimessi in libertà.

No comments