Apuane e cave, Il Consiglio Provinciale a difesa delle attività estrattive del marmo

0

LUCCA – Il consiglio provinciale ha approvato un ordine del giorno sull’approvazione del Piano di indirizzo territoriale, con valenza di Piano paesaggistico con il quale chiede alla giunta provinciale e al presidente dell’ente di impegnarsi nelle opportune sedi, affinché possa proseguire l’attività estrattiva nelle aree contigue al Parco delle Apuane.

Il documento licenziato ieri con venti voti favorevoli e un’astensione, è stato presentato questa mattina (venerdì 20 febbraio) a Palazzo Ducale dai capigruppo di maggioranza e opposizione in consiglio provinciale.

«Il Piano paesaggistico, pur essendo un documento complesso, ambizioso e condivisibile negli obiettivi fondamentali, mantiene e forse amplifica una visione fortemente statica del paesaggio e delle componenti a questo associate», dicono i consiglieri nel documento sottolineando come proprio il paesaggio venga interpretato in maniera meramente conservativa, che comporta un giudizio generalizzato sulla sua trasformazione, come fattore comunque negativo e da combattere.

Due sono le considerazioni alla base del documento: «Nell’attuale fase economica – dicono i consiglieri provinciali – il Piano di indirizzo deve essere un importante momento di riflessione e di proposto di metodi e strategie per affrontare e superare la crisi. In questo contesto, la difesa della bellezza del territorio della Toscana è una delle condizioni necessarie del futuro sviluppo economico e sociale della nostra regione, me non può rappresentare da sola una strategia». L’altra considerazione è rappresentata dal fatto che l’escavazione del marmo, da secoli costituisce il tratto identitario fondante e la risorsa economica principale per questi territori, caratterizzandone cultura, tradizione e condizionandone le vicende storiche e lo sviluppo sociale.

«La lavorazione del marmo delle Apuane – dicono i consiglieri – ha generato e soprattutto genera anche in un momento di crisi economica così profonda, ricchezza e possibilità di lavoro in zone che altrimenti non avrebbero nessun altro metodo di sostentamento, rallentando lo spopolamento dei territori montani, altrimenti irrimediabile».

Un altro punto su cui i consiglieri si sono concentrati è il fatto che «La delibera della giunta regionale, considerando alla stessa stregua le ‘nuove cave’ e gli ampliamenti delle cave esistenti, manifesta una volontà di ‘blindare’ dal livello regionale, il tema delle cave dismesse da più di vent’anni, impedendone sia ogni possibilità di ripristino, sia ogni futura possibilità di attingere a risorse che potrebbero tornare ad essere strategiche».

Al termine della discussione, l’assemblea consiliare ha deciso quindi di approvare l’ordine del giorno con il quale chiede al presidente Baccelli e alla giunta di impegnarsi «affinché nelle commissioni competenti e nel dibattito consiliare, si proceda a una revisione del testo proposto dalla delibera Grt 1121/2014, delle Schede di ambito, degli Abachi, della Disciplina del Piano, della Disciplina dei Beni paesaggistici e degli allegati, al fine di consentire la prosecuzione delle attività estrattive nelle aree contigue al Parco delle Alpi Apuane, secondo i criteri di sostenibilità, rispetto del paesaggio e dell’ambiente, nonché nell’ambito di un sistema produttivo orientato alla filiera locale e alla creazione di valore aggiunto mediante trasformazione di marmi di alta qualità in prodotti del manifatturiero di pregio italiano».

No comments

*