Assaltano una ditta di rame e si fanno beffa delle telecamere mostrando le parti intime

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PISA – Un assalto organizzato ed in grande stile quello messo in atto nella notte tra sabato e domenica da un vero e proprio “team” di 6 rumeni ai danni di una nota ed importante ditta di lavorazione del rame sita nell’area industriale di Pisa.

Intorno alle ore 20.30 di sabato, giunge l’allarme antintrusione alla Centrale dell’Istituto di Vigilanza del “Corpo delle Guardie di Città” che subito invia una guardia sul posto. Dalla visione delle telecamere si accorge dell’entrata nella ditta di cinque persone che avevano scavalcato la recinzione. In pochissimo tempo la banda manomette 4 telecamere su 5 e nel farlo, si fanno beffe di chiunque fosse davanti al monitor a controllare, mostrano le proprie parti intime; immediato quindi l’allarme ai Carabinieri. La ditta era già aveva già subito furti in passato da squadre organizzate composte anche da 20/25 malviventi e in diverse occasioni i ladri erano riusciti a fuggire nei campi aperti coprendo la fuga con lancio di sassi all’indirizzo sia dei vigilantes che delle FF.OO.. Onde scongiurare un’ennesima fuga, in brevissimo viene coordinato dal Comando di Compagnia un intervento di massa, facendo confluire in zona a cinturazione della ditta sia le pattuglie in circuito sia richiamando da casa personale reperibile.

Nel frattempo rimane costante l’attività di monitoraggio da parte del personale di vigilanza che, in costante contatto con i Carabinieri all’esterno, riferisce ogni attività che si riesce a vedere dall’unica telecamera ancora utilizzabile.

Sconcertante la velocità con la quale i cinque soggetti operano all’interno: vengono sbobinate grosse matasse di rame e costruita una scala artigianale con dei pancali, mentre uno dei soggetti entra nella ditta a fianco rubando un furgone, predisponendolo per il trasporto del rame.

In poco tempo vengono rubate e portate nella ditta a fianco per essere caricate nel furgone, quelle che in seguito si riveleranno essere tre tonnellate di rame che sul mercato, se rivenduto, può fruttare circa 20.000 euro.

Negli stessi momenti si completa il dispositivo dei Carabinieri, formato da personale in divisa  ed in borghese; questi ultimi notano delle autovetture sospette, tra cui in particolare una volvo con a bordo un soggetto che percorre numerose volte la via che costeggia la ditta: subito capiscono che si tratta di un complice che dall’esterno fa da vedetta; anche l’autovettura rumena nota l’auto “civetta” dei Carabinieri, vi si affianca e con il telefono cellulare in mano, il rumeno domanda ai militari se fosse “tutto a posto”: entrambi capiscono l’uno il “lavoro” dell’altro ed infatti, dopo essere ripartita, la volvo si allontana; nello stesso tempo dalle telecamere gli impiegati delle “guardie di città” comunicano che i cinque all’interno stanno scavalcando la recinzione per uscire.

Allontanatisi per un attimo nei campi, i 5 si infilano tutti nella volvo che li carica a bordo; in quel momento scatta l’intervento di tutte le pattuglie dei Carabinieri che circondano l’auto e ammanettano i sei.

Dagli accertamenti effettuati in caserma, i sei rumeni S.M. di 33 anni, B.F. classe di 24 anni, G.T. di 45 anni, P.V. di 24 anni, R.S. di 20 anni e A.M. di 25 anni, tutti in Italia senza fissa dimora ed in passato denunciati per l’occupazione abusiva del capannone “ex Galasso” situato sulla via Aurelia, sono risultati pieni di precedenti penali e di polizia, per reati specifici: uno di questi, verosimilmente il “regista” dell’operazione e conducente della volvo (quest’ultima intestata ad un altro rumeno, probabilmente prestanome), ha dichiarato ai militari che “stava andando in discoteca”.

Il pubblico ministero di turno ha disposto il carcere per tutti e sei nell’attesa dell’udienza di convalida.

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