“Assolvete Palmeri”, depositato a Firenze il ricorso in Appello

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LUCCA – Letizia Tassinari – E’ stato depositato in cancelleria il ricorso alla Corte d’Appello di Firenze,  annunciato dall’avvocato Emanuele Fusi dopo la condanna a tre anni e dieci mesi di reclusione inflitti, con rito abbreviato, dal Tribunale di Lucca ad Andrea Palmeri per il pestaggio ai danni di un barista, avvenuto nella notte tra l’8 e il 9 marzo dello scorso anno davanti al pub Ottavo Nano.

“Nullità del decreto del giudizio immediato per mancata notifica alle persone offese e nullità del procedimento abbreviato”, questi i principali motivi: “In primo luogo si eccepisce la nullità del decreto di giudizio immediato emesso dal Gip. Dal Torrione il 25 luglio 2013, da cui è poi scaturita la richiesta di giudizio abbreviato condizionato. Durante il corso del rito abbreviato, e prima della deliberazione della sentenza, la difesa del Palmeri ha fatto in più occasioni l’eccezione di nullità del caso di specie, in quanto effettivamente sia il decreto di giudizio immediato, che l’emissione dell’ordinanza di ammissione del rito abbreviato condizionato, non è mai stato notificato alle altre persone offese”, spiega l’avvocato Fusi, che per questo motivo, nel suo atto di appello, chiede l’annullamento della sentenza di primo grado.

Quanto alla parte offesa, Stefano Benassi, il cameriere di Reggio Emilia finito in ospedale, operato ad un occhio e poi dimesso  con un referto, iniziale, di 27 giorni, poi diventato oltre i 40, dopo il pugno rimediato fuori del pub, il legale sostiene che “è evidente che vi fosse un forte dubbio sulla durata effettiva della malattia, dovuta anche dalla diversità nella conclusioni rassegnate dai consulenti dell’accusa e della difesa”.  Il Tribunale del Riesame di Firenze, con ordinanza del 3 luglio 2013 – di cui agli atti – aveva stabilito che non vi era prova della lesione permanente all’occhio, e “ben due perizie di parte dell’imputato, avevano escluso l’esistenza della lesione permanente – precisa l’avvocato – restava dunque da indagare solo sulla durata della malattia (se superiore o meno ai 40 gironi), il gip, invece, ha allargato il campo di indagine, scavalcando ex abrupto le richieste della difesa e compromettendo la strategia difensiva”.

La richiesta di nullità della sentenza di primo grado, nell’appello ai giudici di Firenze,  si basa poi sulla violazione degli articoli 88 e 89 del codice di procedura penale sul vizio totale e parziale di mente e chiede l’ assoluzione del Palmeri per vizio totale di mente: “Nella sentenza impugnata il Gip afferma che il Palmeri non è affetto da stati mentali psichici tali da incidere sulla capacità di autodeterminarsi nella scelta dei molteplici moventi.
Eppure la difesa ha depositato nel proprio fascicolo difensivo, la perizia di uno specialista in Psichiatria e Psicoterapia che conclude con ben altre considerazioni cliniche”. “L’articolo 88 del codice penale – aggiunge il legale – afferma che “non è imputabile chi nel momento in cui ha commesso il fatto, era per infermità, in tale stato di mente da escludere la capacità di intendere o di volere”, e il giudice non motiva nemmeno sul perchè la perizia non sia da prendere in esame ai fini probatori a discarico del Palmeri”.

Nel lungo atto depositato alla Corte d’Appello fiorentina Fusi ha chiesto anche di rinnovare l’istruttoria dibattimentale e la nomina di un Ctu “per verificare il vizio di mente del suo assistito, per verificare se il ricorrente è, ed era, imputabile in  generale, e in particolare nel momento in cui commise il fatto per cui è causa, in quanto ciò consentirebbe al Giudice – considerato che la situazione processuale presenta un significato incerto – di risolvere i dubbi e prospettare una soluzione differente”. Mentre in merito all’arma, il coltello che Palmeri avrebbe impugnato nel bar,  “la sua esistenza viene data per scontata dal Giudice, solo sulla base delle dichiarazioni delle persone offese, ma non è mai stata trovata”.

Vizio totale di mente, conclude il legale: “Il mio assistito non è  imputabile, per aver commesso il fatto in stato di infermità mentale”. E in via subordinata, in caso di condanna, riformare la senteza con conseguente riduzione di pena  con il beneficio della sospensione della pena all’imputato.

Andrea Palmeri, all’udienza, molto probabilmente sarà assente: ormai da oltre tre mesi è sparito da Lucca, e nemmeno il suo legale sa dove si trovi. Ricercato? “Assolutamente no – spiega l’avvocato Fusi -, su di lui non pende nessun mandato di cattura, non essendoci sentenze passate in giudicato”. Il suo assistito ha  solo violato una norma che lo obbligava a restare a casa dalle 21 della sera alle 7 di mattina e a non uscire dal comune di Lucca, e per questo, come confermano in Questura, è già scattata una denuncia. Tornerà?, chiediamo all’avvocato: “A quanto scrive sulla sua pagina Facebook presumo di si”.

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