Atti persecutori, denunciati due stalker

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LUCCA – La Polizia di Stato di Lucca negli ultimi giorni ha denunciato due persone, per due vicende tra loro separate ma accomunate dal fatto che entrambe, in danno delle rispettive vittime, sono accusate  del reato di “atti persecutori”, definito anche “stalking”, introdotto nella legislazione italiana nel febbraio del 2009,  le cui conseguenze sanzionatorie sono state ulteriormente inasprite con una legge dell’ ottobre del 2013. Il reato in questione si configura dopo una serie reiterata di minacce e/o molestie, tali però che inducano nella vittima: 1) grave e perdurante stato di ansia o di paura; oppure 2) fondato timore per la propria incolumità e per quella degli stretti congiunti; 3) cambiamento delle abitudini di vita. Si tratta di un reato presente anche in altri ordinamenti, seppure con modalità a volte diverse da quelle contemplate dal nostro: per esempio, in Germania il reato si configura solo se la serie reiterata di molestie e minacce importa come conseguenza il cambiamento delle abitudini di vita. E’ reato inizialmente nato per tutelare le donne, separate o separande, dalle angherie degli uomini che non accettavano la fine della relazione; in realtà, seppure in numero statisticamente di molto inferiore, lo stalking (che deriva dall’ inglese to stalk, equivalente del “fare la posta” nella caccia alla volpe)  è commesso anche da donne vs. uomini; ovvero si configura contro le help professions (medici, poliziotti, infermieri etc.); in giurisprudenza esiste addirittura lo stalking giudiziario, quando la vittima è subissata da denunce temerarie da parte dello stalker. La riforma ha anche introdotto la misura di prevenzione dell’ “ammonimento” da parte del Questore: il responsabile viene semplicemente ammonito   ad astenersi dal molestare la vittima; se però viola anche una sola volta l’ ammonimento, viene denunciato e addirittura, in flagranza di reato, obbligatoriamente arrestato. La riforma ha previsto infine una misura cautelare: il divieto, con provvedimento del giudice, di avvicinamento alla parte offesa e di allontanamento dalla casa familiare a carico dello stalker. Le due vicende si sono concluse con altrettante denunce da parte della sezione specializzata della Squadra Mobile della Questura di Lucca che si occupa del contrasto ai reati contro. le “fasce deboli”. Il primo caso rigaruda una 40enne, che vive da sola e soffre evidentemente di problemi relazionali, ha da tempo preso di mira un 51enne, sposato con figli, che gestisce un esercizio commerciale nella piana di Lucca. La donna, cliente periodica, inizialmente si mostra gentile ed adeguata, ed entra in amicizia con l’ uomo che sovente va a trovare, per scambiare due chiacchiere, anche sul luogo di lavoro, pur non dovendo acquistare alcunché. Col tempo questa amicizia si trasforma in vera e propria ossessione, con la donna che tempesta l’ uomo di incursioni improvvise e plateali che spaventano i clienti, alternate a ripetute telefonate e messaggi dai toni opposti: a volte accomodanti, altre minacciosi. L’ uomo disperato chiede in Questura che l’ autrice sia ammonita, non volendo denunciarla, purchè al smetta di tormentarlo. Alla fine della veloce istruttoria il Questore la ammonisce, invitandola e cessare dalla condotta molesta; invito a cui la donna sembra inizialmente aderire, salvo dopo qualche settimana ripresentarsi dall’ uomo con rinnovati comportamenti molesti. La Squadra Mobile, dopo aver raccolto gli elementi probatori necessari, ha denunciato al donna che ora rischia, oltre al processo, sia un divieto di avvicinamento che l’ arresto in flagranza.  secondo caso riguarda un 47enne, anch’ egli residente nella piana, che non si è rassegnato alla fine della sua storia d’ amore ed alla volontà della ex moglie di separarsi. La donna, che per sua fortuna ha un lavoro stabile in un bar, sceglie di andare a vivere da sola ma l’ uomo, oltre a pedinarla di continuo, a fare appostamenti sotto casa ed inviarle un profluvio di messaggi dal tono pietoso ma anche minaccioso, addirittura si reca al bar dove la donna lavora come dipendente, minacciandola davanti agli atterriti clienti. A questo punto la donna comprende che non è più in grado di gestire la cosa e si rivolge alla Questura, che al termine dell’ istruttoria lo ammonisce. Anche stavolta l’ uomo sembra aver realizzato che si sta mettendo nei guai e per un paio di mesi cessa totalmente di cercare al donna, trasferendosi anche lontano da Lucca per evitare tentazioni. Cui però dopo qualche tempo non riesce più a resistere, tanto che ritorna a molestare la donna sul luogo di lavoro, violando peraltro il divieto di avvicinamento irrogatogli dal giudice. La Squadra mobile, al termine degli accertamenti, vistala procedibilità d’ ufficio conseguente alla violazione dell’ ammonimento del Questore, lo ha denunciato alla Procura della Repubblica.

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