Aumentano le infiltrazioni mafiose, in Toscana un Osservatorio

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FIRENZE – Un osservatorio regionale permanente sulle attività della criminalità organizzata in Toscana. E’ la proposta di risoluzione presentata dal Gruppo Toscana Civica Riformista e sottoscritta da tutti i capigruppo, che avrà il compito di raccogliere segnalazioni di situazioni di illegalità e di evidenti infiltrazioni delle organizzazioni mafiose. “La Regione Toscana deve ricoprire un ruolo attivo, attraverso un ruolo di controllo e di verifica della presenza di infiltrazione mafiose sul proprio territorio – si legge nella risoluzione di Toscana Civica Riformista – per questo abbiamo pensato di creare un “luogo” dove poter convogliare le istanze dei cittadini, che non devono essere lasciate solo all’azione penale”. La risoluzione contiene una tematica urgente da affrontare anche nella nostra regione, visti i dati emersi da un’indagine conoscitiva, disposta dalla prima commissione consiliare su “Analisi dei fenomeni di criminalità organizzata in Toscana”.

“La Toscana – ha spiegato il Consigliere regionale Marco Manneschi, primo firmatario della risoluzione –  è tra le regioni italiane dove è maggiormente presente il fenomeno del riciclo illecito di denaro “sporco” e in cui sta progressivamente aumentando il numero dei provvedimenti di confisca dei beni delle organizzazioni criminali di stampo mafioso, stimati ad oggi oltre sessanta. Inoltre, negli ultimi anni, la crisi economica ha facilitato anche in Toscana l’aggressione delle organizzazioni mafiose verso settori di attività come pubblici appalti, il mondo alberghiero e attività commerciali.

“E’ quindi prioritaria – ha concluso Manneschi – la diffusione della cultura della legalità  – poiché la mafia non ricerca soltanto il potere economico, ma quel potere ‘tout court’, attraverso complicità e infiltrazioni anche a livello istituzionale, con un conseguente controllo della vita e della cultura delle persone”.

La costituzione di un Osservatorio regionale permanente sulla legalità, con particolare riferimento alle attività della criminalità organizzata in Toscana, non prevederebbe ulteriori oneri per la Regione, oltre all’impiego di mezzi strumentali e del personale della struttura di riferimento, e “potrebbe creare una sorta di collegamento con l’Osservatorio regionale contratti pubblici e l’Osservatorio sui beni confiscati alla criminalità organizzata in Toscana”.

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