Avances spinte, i Carabinieri evitano una violenza sessuale: in manette un molestatore della Nigeria

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RUFINA – Sarebbero potute sfociare in un tentativo di violenza sessuale le avances insistenti di un giovane nigeriano nei confronti di una ragazza brasiliana, ma il tempestivo intervento dei militari della Compagnia Carabinieri di Figline Valdarno ha evitato il peggio, traendo in arresto in flagranza di reato per resistenza ad un P.U. il giovane straniero, resosi protagonista di una condotta attiva volta a contrastare i militari che tentavano di calmarlo e generalizzarlo. Il tutto ha avuto luogo nella tranquilla Stazione Ferroviaria di Rufina (FI), dove il ragazzo nigeriano, ospitato da un locale centro di accoglienza per richiedenti asilo, ha deciso di dichiarare il proprio amore verso la giovane brasiliana, residente a Rufina insieme alla sorella, sposa di un ragazzo del luogo. Purtroppo, però, la dichiarazione d’amore del giovane, rigorosamente in inglese, non ha trovato corresponsione di sentimenti dall’altra parte e ciò ha innescato un’insistente molestia tanto prolungata da impaurire la ragazza e costringerla più volte a spostarsi, bloccando in tal modo anche la partenza del treno. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, però, è stata quando il ragazzo ha bloccato anche fisicamente la donna, con tanta violenza da strapparle anche alcune pagine del libro che stava leggendo. A quel punto il capotreno e gli avventori della stazione ferroviaria avvertivano il “112” chiedendo un immediato soccorso, giunto prontamente dai militari della Stazione Carabinieri di Rufina e della Tenenza Carabinieri di Pontassieve. All’arrivo delle pattuglie, però, il ragazzo si agitava ancor di più, rifiutando di esibire un qualsiasi documento, tentando di aggredire la giovane, divincolandosi e spintonando più volte gli operanti che, al fine di evitare il prolungarsi di tale pericolosa situazione, lo bloccavano, ammanettandolo, e lo traducevano in caserma ove veniva dichiarato in stato di arresto per resistenza ad un P.U.. Inoltre, la giovane brasiliana sporgeva denuncia per violenza privata, temendo il reiterarsi di tali comportamenti, visto che entrambi risiedono nel comune di Rufina (FI), peraltro in vie adiacenti. In considerazione di ciò, il PM di turno della Procura di Firenze disponeva il trattenimento dell’arrestato in camera di sicurezza per la sua successiva presentazione in giudizio il mattino dopo. Qui, in sede di convalida dell’arresto, il GIP concordava con quanto riportato dagli organi inquirenti ed applicava al prevenuto la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa con la prescrizione di mantenere una distanza di almeno 100 m dalla stessa e di comunicare con la medesima.

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